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 VIII giorno 01.04.09

Ho riposato abbastanza, è la prima volta che dormo tra le lenzuola e ho approfittato visto che erano linde e profumate. Il primo sguardo come sempre va alla moto, c'è ancora. Ho anche una certa fame ieri sera solo tonno e arissa. I miei vicini arabi sono già svegli da un pò e chiacchierano allegramente fuori nel cortile. Con calma ricompongo la mia valigia e mi appresto a caricare la moto. Appena fuori dalla porta cominciano i saluti, Lebes, Lebes.

I ragazzi e soprattutto i venditori sono molto invadenti ma in fin dei conti nessuno tocca niente, come sostenne l'amico newyorkese "I think Islam can work". La giornata è fredda, rimetto sù le imbottiture dalla giacca e comincio a tirare tutte le cinghie del bagaglio. Vedendo che sto per partire, il mio vicino corre a prendere la macchina fotografica ed immortala il momento. Gli dico che se vuole una foto con la mia moto sarò felicissimo di scattargliela. Lui annuisce contento, gli faccio cenno di salire sulla moto, ma non vuole osare tanto. Ci scambiamo le email e ci salutiamo con la solita pacca sul petto. Mi assicura che mi spedirà le foto via mail, lo ringrazio e mi congedo da lui. Un incontro piacevole, sono sempre più convinto che gli arabi adulti siano delle brave e buone persone, mentre i giovani dovrebbero essere più modesti e rispettosi nei confronti del prossimo. Per le donne vale tutto un altro discorso: sempre troppo timide e timorate di Dio, è difficile rapportarsi con loro, imbarazzate ma contente quando le si rivolge la parola..

Faccio un giro per la città e mi dirigo verso il capo più a nord. Trovo un carcere e tanta gente fuori dai cancelli, forse venuti a trovare i parenti rinchiusi. Mi chiedo che razza di crimine abbiano potuto commettere per finire in prigione. Non riesco a vedere gli arabi come malavitosi, specialmente i tunisini, rompiballe si ma non abbastanza per finire dentro!!! Droga... impossibile, guardano male anche me che mi arrotolo una semplice sigaretta; estorsione...non credo proprio; prostituzione... neanche a parlarne; omicidio... anche se spesso sembrano discutere animatamente, non sono assolutamente rissosi, l'unica cosa che mi viene in mente potrebbe essere ubriachezza, anche se non ho mai visto gente sfasciata in giro, però credo che se combini qualche reato minore potrebbe essere una buona aggravante. Ridiscendo in città, la pioggia di questa notte ha allagato molte strade rendendole scivolose per via del'abbondante fango. Con prudenzza ripasso agevolmente il ponte e mi dirigo verso Tunisi, ma questa volta via normale: la strada è molto bella e si incontrano dei simpatici paesini. Ho deciso vado in porto per cercare di anticipare il rientro, se non posso tornare a sud, tanto vale reimbarcarsi. Il raccordo cittadino come al solito è molto trafficato, circolano i mezzi più improbabili, addirittura oggi ho sorpassato un trattore e un carrello elevatore, ...non è possibile!!! La guida tunisina poi è la più incasinata di tutte, forse anche più di quella napoletana. qui con naturalezza si va contro mano, le frecce sono considerate degli addobbi natalizi, ogni tanto ne azionano una, poi quella opposta e non è detto che il guidatore avesse davvero intenzione di girare. In moto poi tutti cercano di sorpassarti, anche se non c'è lo spazio materiale per farlo, il primo vada, il secondo pure, al terzo gli ho gridato "ma dove cazzo credi che dovrei mettermi per farti passare". Probabilmente non ha capito le parole, ma ha intuito che non era un buongiorno perchè è tornato al suo posto e non ha più tentato il sorpasso. Vai Agnul, ci voleva!!!!!! Arrivo in porto e davanti alla banchina, addirittura in tre mi chiamano per aiutarmi a sbrigare le pratiche doganali, rispondo che non sono nè in partenza nè in arrivo, sono solo venuto a chiedere delle informazioni, non vogliono sentire ragioni e mi fanno segno che qua si mettono i timbri. Noo, almeno per ora non mi serve nessun cazzo di timbro. Risposta: Qua, qua timbro veloce!! Ma possibile che devo giustificarmi ogni volta con degli sconosciuti? Insomma mi innervosisco e alla fine passo anche per maleducato. Finalmente dopo aver chiesto ad un doganiere riesco a trovare l'ufficio della Grimaldi. Parcheggio la moto, ma non mi fido di quei ragazzi con cui ho avuto quella piccola discussione. Dò al parcheggiatore un dinaro e gli prometto che ne avrà altri due al mio ritorno se trovo tutto apposto. Entro nella stazione marittima ma l'ufficio della Grimaldi è chiuso, provo a chiedere un pò in giro e riesco ad ottenere dalle ragazze dell'autonoleggio il numero di telefono di un certo Mohamed, il responsabile dell'ufficio. Vado in un publiphone e lo chiamo, lui è molto disponibile e mi manderà una sua collega in 30 minuti. Nell'attesa vado a dare un'occhiata alla moto, è li tranquilla che riposa sotto un albero, proprio come la ho lasciata, il parcheggiatore le fa buona guardia, per dargli maggiore responsabilità ho lasciato sotto il cupolino anche i guanti. Dopo 30 minuti esatti arriva una signora in jeans e body rosso, gli spiego il mio problema e lei risolve brillantemente la questione, oltre al suo compenso le offro anche un caffè, parla un ottimo italiano ed è di buona compagnia. Ci diamo appuntamento a domani per il check in. Come promesso dò ancora due dinari al parcheggiatore e riparto in direzione Hammamet, tutta via normale. A parte il deserto questo è il posto che più mi è piaciuto, e poi è a soli 50km da La Goulette. Arrivo intorno alle 14.00, trovo alloggio in un super mega hotel, con tanto di piscina, scivoli, discoteca, bar, ristorante, naturalmente è tutto chiuso perchè fuori stagione. Il prezzo è 40 dinari cena compresa. Per la serie Craxi non era mica tanto mona... Prendo possesso della camera, una doccia e poi un giro a piedi. I soliti venditori hanno una reputazione da difendere e non esitano a rompere le palle appena gli capito a tiro. Cercano di attaccare bottone con le domande più stupide, tipo "scusa sai quanto è il cambio del dinaro?", ripetuta in diverse lingue, una dovrai capirla no?; un altro più diretto "vieni a vedere mio negozio, non comprare, solo vedere, gli occhi servono per vedere no?". Li dribblo tutti, scarto il fruttivendolo, passaggio lungo sulla fascia laterale e faccio meta in una tranquilla sala da thè. Mi bevo i miei due thè alla menta, uno all'arancia e mi faccio portare la mia super chicha. Me la fumo tutta per un'oretta intera e più. Alla fine sono profumato anche io come il tabacco che ho scelto, alla mela. Torno in hotel, mi faccio mezzìora di internet, un pò di foto sulla spiaggia, giusto per aspettare l'ora di cena. In spiaggia non c'è nessuno, con questo tempo poi ci hanno rinunciato anche i tedeschi. Il cuoco questa sera ha preparato un'ottima zuppa piccante che ho gradito molto, un'abbondante insalata mista, mezzo pollo allo spiedo con patate, due varietà di dolci e un arancio. Mangio tutto con sommo piacere del mètre di sala, e gli faccio anche i complimenti, si entusiasmo e tira fuori un sorriso a 360denti, ma quanti ne ha? Salgo in camera, sono le 22.00 e non ho di meglio da fare se non andare a dormire.

 

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