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giono 28.03.09
I
mio orologio biologico puntualmente mi da la sveglia alle
06.00 e nell'ingresso dell'hotel rivedo tutte le facce incontrate
nella penombra di ieri sera. Carico la moto e vado a fare
colazione con l'Americano. Sul tavolo ci sono the, caffè,
pane burro e marmellate. Saluto tutti con l'augurio di rivederci
presto a Ksar Ghilane. Sono le 07.00 e l'agnulometro segna
già 20°C, c'è un po di vento ma per il momento
non mi infastidisce più di tanto. Parto in direzione
Medenine. La strada è superba, corre sinuosa attraversando
valli e montagne, la percorro con calma fermandomi di tanto
in tanto per scattare qualche foto. Tra Medenine e Toutauine
c'è l'ennesimo posto di blocco, ma questa volta non
vengo fermato dalla Guardia Nazionale, ma da un gruppo di
militari dell'esercito tunisino, sono loro che hanno il controllo
del sud del paese. Mi chiedono i documenti e poche notizie
sulla ragione del mio viaggio e sul mio itinerario. Il più
giovane parte da lontano, ma ho già capito che sta
per chiedermi qualche dinaro, io faccio finta di non capire
e devio il discorso chiedendo notizie riguardo alla pista
Chenini-Ksar Ghilane, mi risponde che è discreta e
che dovrei farcela anche con la moto carica. Cerca di tornare
sull'argomento soldi, ma io resisto faccio finta di sforzarmi
e di non riuscire a comprendere le sue richieste e rispondo
a vanvera "...si due cilindri boxer" e poi "...aaa
1150 GS", lui si rende conto che non la spunterà
mai, si arrende e mi lascia passare. Ben fatta Agnul! Con
gli occhi socchiusi per via della sabbia, arrivo a Toutauine,
la città mi piace, qui nessuno insiste per vendermi
niente, ognuno si fa i cazzi suoi. L'illusione dura fino a
Chenini, qui dei ragazzi letteralmente cercano di suicidarsi
sotto le mie ruote per cercare di convincermi ad entrare nel
loro ristorante. Io mi rompo i coglioni e dò un bel
colpo di accelleratore, vediamo chi si sposta per primo, il
ragazzo capisce che non sono disposto a cedere e con un balzo
torna sul ciglio della strada. L'antica città di Chenini
è bellissima, merita sicuramente una visita approfondita,
incontro un berbero che per pochi dinari mi spiega in dieci
minuti la storia della città. Chiedo le condizioni
della pista e mi risponde che fino alla pipe line occorrono
due ore, sono poco più di 80km. Ok, l'ottimismo vola,
tanto anche se ce ne metto quattro chi se ne frega, ho ancora
tante ore di luce davanti a me quindi parto tranquillo. Dopo
una decina di km mi sento molto a mio agio, ce la faccio alla
grande, ...intanto il vento si alza. Sorpasso incolume una
discesa di massi levigati, sono prudente ma vado come un treno!
Sono sempre più ottimista ...e il vento si alza. Ecco
i primi banchi di sabbia, con i piedi ben poggiati a terra
non mi fanno paura, il posteriore fa un pò di giri
a vuoto, la moto sbanda ora a destra ora a sinistra, dal posteriore
alzo colonne di sabbia, accellero, il manubrio sterza da solo,
ma tanto non serve, la moto va sempre dritta. Fortuna che
sono pochi metri, ritorna la ghiaia e vado avanti ... e il
vento si alza. Altro banco, ma questa volta è più
lungo, a occhio saranno 30 metri, entro tranquillo aiutandomi
con le gambe, accellero, ma niente, il posteriore comincia
a scavare, è sprofondato quasi per 1/3, noooooooooo,
non devo permettergli di scavare ancora e sò anche
che se mollo non parto più. Con il gas aperto leggermente,
comincio a spingere con le gambe come un dannato, devo assolutamente
farcela, la moto comincia ad avanzare lentamente, spingo ancora
più forte e in qualche modo supero anche questa ...e
il vento si alza e comincia a spostare la sabbia sulla pista.
Non mollo, decido di andare avanti, mancano meno di 30km all'asfalto,
ma le condizioni peggiorano rapidamente. Avanzo con difficoltà
per qualche centinaio di metri, ma poi dietro la collina la
pista sparisce sotto la sabbia, non si distingue quasi più,
inoltre i banchi di sabbia si fanno sempre più profondi.
Se non voglio trasformarmi in una rosa del deserto, non c'è
altra soluzione che invertire la rotta e tornare indietro
per 50km fino a Chenini. E' l'unica cosa sensata da fare e
devo farla in fretta prima che sparisca anche la pista alle
mie spalle. Inverto la rotta e riparto in fretta prima che
la sabbia mi renda il lavoro troppo difficile, prendo di petto
i banchi di sabbia e con un gran lavoro di gambe riesco a
superare velocemente la maggior parte di essi. Ormai mancano
solo 20km all'asfalto, c'è ancora l'ultimo banco da
affrontare, si è ingrossato di parecchio, ma è
l'ultimo astacolo e ce la devo fare assolutamente. Vado all'assalto,
la moto sbanda paurosamente, scivola, barcolla ed io con lei,
ma ormai ne sono quasi fuori; sono esausto, ho il fiatone,
proprio all'ultimo metro non ce la faccio più, sono
veramente stremato, le forze mi abbandonano, la moto si inclina
pesantemente sul lato sinistro, è diventata troppo
pesante non ce la faccio a reggerla, la lascio andare. Povera
creatura, si è appoggiata delicatamente sul lato sinistro,
il paramotore fa il suo lavoro. La guardo, spengo il boxer
e prendo fiato, sono infuriato con me stesso, dovevo stare
più attento!!! Porca puttana e adesso? Con quel poco
di fiato che mi resta cerco di tirarla sù, ma è
troppo pesante e con tutti quei bagagli poi... Penso, se aspetto,
qualcuno prima o poi passerà; ma non ho incontrato
nessuno da quando sono partito da Chenini, potrei restare
bloccato per molto tempo. Mi sdraio sulla sabbia, ho bisogno
di ricaricarmi un poco, poi proverò ancora una volta.
Dopo qualche minuto ritento, 1,2,3 aaaaaaaaaaaaaaaaaa sssssssssiiiiiiiiiiiii,
la moto si solleva di qualche centimetro, faccio un ultimo
disperato sforzo, infilo sotto il ginocchio e mi aiuto con
la gamba. Ce l'ho fatta, l'ho rimessa in piedi ed io sono
esausto e completamente grondande di sudore. Mi attacco al
mio camelbak e mi ciuccio un bel po di acqua; schiaccio Start
il gs parte al primo colpo e sono di nuovo in viaggio. Guido
con calma, non posso permettermi assolutamente un'altra caduta,
non credo che riuscirei di nuovo a tirarla sù. Per
tornare sull'asfalto mi aspetta ancora un'ultima prova: il
'discesone di massi levigati' che però adesso è
diventato il 'salitone di massi levigati'. Mi fermo un momento
a valle, riprendo energia, studio la traiettoria migliore,
è l'ultimo ostacolo, poi basta, lo oltrepassiamo e
per oggi abbiamo finito. L'importante è tenere un'andatura
costante ed essere preciso nei passaggi stretti, parto sicuro
di me ma nonostante tutto arrivo solo a metà poi mi
ritrovo davanti uno scalino e sono costretto a fermarmi, riparto,
aggiro l'ostacolo, sento la frizione che comincia a puzzare
di bruciato per lo sforzo, non voglio cuocerla, punto su uno
stretto passaggio tra due massi, parto e do gas. Fatta. Un
grazie particolare a San GS per avermi tirato fuori da questo
inferno e portato al sicuro anche questa volta. Dopo un pò
torna l'asfalto, due colpetti di ringraziamento sul serbatoio;
grande avventura anche questa volta. Ho il fiatone fino a
Chenini, ma poi passa. E adesso dove vado? Se voglio raggiungere
Ksar Ghilane, l'unico modo e tornare indietro fino a Gabes
e seguire per Kenini, però sono tanti chilometri, porca
puttana me ne mancavano meno di 30!!!!!!!!!!!!! Per oggi non
se ne parla, arrivo a Douz, sono stanco, trovo un campeggio
e mi fermo per la notte. Sono l'unico in tenda, il campeggio
è deserto, fatta eccezione per i due supercamionrulottati
francesi. E domani? Boh!! Ksar Ghilane comincia a starmi su
i coglioni, inoltre le previsioni meteo non sono per nulla
incoraggianti, anzi danno pioggia e vento forte per i prossimi
giorni su tutto il sud tunisino. Salto le oasi di montagna
e me ne vado a nord sperando in un pò di sole? Ci penserò,
la notte porta consiglio, adesso sono stanco o solo voglia
di stendere le stanche ossa. Intanto comincia a piovere, il
vento si fa prepotente, ultimo controllo alla moto che oggi
è stata fantastica, chiudo la cerniera della tenda
e mi stendo nel sacco a pelo. Buona notte.
Ma
piove anche nel deserto? Da quando?
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