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 III giorno 27.03.09

Oggi mi sveglio super riposato, dopo una cena abbondante e una buona dormita, mi sento veramente bene. La moto c'è, è al suo posto, all'interno del cortile dell'hotel, la ricarico e faccio amicizia con uno dei figli del proprietario, è un ragazzo gentile, mi chiede del viaggio e della prossima tappa e se ripasserò ancora da qui, ma non ha idea di dove sia Ksar Ghilane. Ci salutiamo con una stretta si mano e mi augura buon viaggio. Parto deciso, la prossima mete è KAIROUAN, città santa dell'islam. Non ho studiato bene la strada, e complice il GPS comincio a salire sulle montagne. Qui è tutto diverso da Nabeul, la gente è molto più povera, dedita soprattutto all'agricoltura, c'è molto verde e sia donne che bambini pascolano i loro greggi e guidano carretti trainati da asini. La strada si fa sterrata e si inerpica sulla montagna. Guido tra ghiaino e residui di asfalto sino all'incrocio successivo, quello che dovrebbe immetermi in direzione della strada principale, ma c'è un problema, oggi è il giorno del souk e non posso attraversare il mercato con la moto, sicuramente mi attirerei le ire di tutti; sono costretto ad una deviazione che mi porterà ancora più a nord, ma pazienza... La moto sembra gradire questa nuova situazione, anche i consumi sono nettamente migliorati. Dopo varie peripezie arrivo a Kairouan, la città è un vero supercasino, le strade sono intasate da ambulanti, macchine fumose, vecchissimi camion carichi di qualsiasi cosa, carretti trainati da asini; poi ci sono i soliti rompiballe che mi seguono in motorino per propormi benzina, albergo, ristorante e quant'altro. Proprio non mi piace, decido di fuggire da questa calca, si ma dove vado? Non ho le idee chiare, decido però di andare versu sud, un cartello mi suggerisce Gabés. Ok si può fare, ci sono un pò di km da macinare, ma non è un problema. Supero senza problemi i posti di controlli della Guardia Nazionale che si preoccupa spesso di chiedermi come va? tutto bene? Ma alla fine non mi fanno storie, mi lasciano sempre passare, sto solo attento a coprire con il casco il Gps, non si sa mai, non l'ho dichiarato all'ingresso e comunque potrebbe attirare troppo la curiosità delle guardie. Lungo la strada centinaia di pecore sgozzate e appese per una zampa a testa in giù, aspettano che di essere affettate e cucinate alla griglia, sono i fast food locali. Ma la cosa che non riesco ancora a capire sono i venditori di benzina al mercato nero, sono centinaia, un banco dietro l'altro, tutta alla luce del sole, ma poi perchè sono così numerosi, qua certo i distributori non mancano. Non mi fermo a chiedere il prezzo, non mi fido di quei ragazzi che vendono quel liquido strano versato da sporchissime taniche di plastica con l'aiuto di una bottiglia tagliata a mò di imbuto, ma poi come faranno a capire la quantità versata resterà un mistero.

Proseguo e arrivo a Gabès, ma anche questa città non mi convince, io sono per i piccoli centri e qua c'è tanta, ma tanta gente, troppa. Sono tanti quelli che chiedono attenzione e questa cosa comincia ad annoiarmi sul serio. Sono venuto per cercare la solitudine del deserto, invece qua non c'è riparo, sono tutti pronti a convincermi di comprare qualche cosa. Si sta facendo tardi, consulto la mia cartina, poco lontano c'è MATMATA, vado lì. La città e resa famosa dalle abitazioni trogloditiche, che sono divenute celebri anche come set di alcune delle scene di Star Wars, comincio ad avvistarle tra Matmata nuova e Matmata vecchia. Sono delle case costituite da una serie di grotte scavate nella roccia e collegate tra loro per mezzo di un ampio cortile centrale. Un'attrazione che richiama frotte di turisti provenienti per lo più da Jerba per una visita in giornata, ma che comunque non posso non visitare. Mi fermo ed entro in una casa. Velocemente mi vengono mostrate tutte le camere, poi arriva il momento di fare i conti, non c'è una tariffa, basta un'offerta libera, naturalmente vi chiederanno sempre qualche moneta in più di quella che gli avete dato. Adesso siamo fuori stagione, ma fra qualche mese qua dentro sarà un caos. Scatto qualche foto e vado avanti, la donna è restia a farsi fotografare, non insisto. Il paesaggio diventa sempre più brullo, qualche palma e inizia il deserto roccioso. Mi fermo dopo un tornante, in alto sulla collina per scattare qualche bella foto panoramica, qualche centinaio di metri prima dell'inizio del paese; vedo scendere un personaggio pantaloni bianchi e t-shirt svolazzante, si dirige verso di me, non è possibile che anche nel deserto vengono a romperti i coglioni , ma cosa hanno un radar? Più si avvicina più mi rendo conto che non è uno del posto, dai capelli biondi e dalla reflex che ha in mano capisco che è un turista. Si chiama John (mi pare), è americano, di New Jork, ci fermiamo a chiacchierare e a scattare fotografie per un bel pò; mi consiglia un hotel trogloditico che avevo già annotato sulla mia guida, il Mahrala, se andate a Matmata non perdetevelo, passarci una notte è assolutamente una delle cosa da fare. Ci salutiamo ma ci rincontreremo in hotel, il paese è piccolo, come piace a me. Cerco l'hotel, lo trovo, prima lo visito, è meraviglioso e molto economico; è composto da una successione di cortili e corridoi tutti scavati nella roccia. Per poco più di 20 Dinari ho diritto ad alla mia grotta, alla cena berbera e anche alla colazione. Una nottata da troglodita, non me lo faccio ripetere due volte e accetto al volo. Unico problema, non hanno un posto per la moto, dovrà restare fuori , ma mi assicurano che durante la notte c'è un guardiano che controlla i parcheggi. L'avvicino il più possibile alla porta della reception, la scarico e la lego per bene con la mia catena, sono sicuro che anche questa volta andrà bene! Finalmente una doccia calda è quello che ci vuole. Faccio un bel giro in paese e scatto qualche foto. Sono l'unico ad avere i capelli lunghi e questo mi rende già un'attrazione, la gente mi osserva di nascosto, con discrezione, ma senza dire niente, cerco di nasconderli sotto la giacca.

La cosa che mi ha colpito di più della Tunisia è che qui la gente vive per strada, non perchè non abbiano un'abitazione, soltanto perchè gli piace stare lì seduti ovunque, ad osservare il mondo che gli passa sotto gli occhi. Ogni posto è buono per sedersi o per sdraiarsi, sia esso un cafè o un semplice incrocio, ma non disdegnano neanche il bordo di una qualsiasi strada polverosa; ma questa gente proprio non ha niente altro da fare??? Torno all'hotel per la cena e vado nella grotta-mensa. Seduta alla mia sinistra un'anziana coppia di inglesi che non fanno altro che giocare a carte, avranno scambiato Matmata per Las Vegas? Mi siedo in uno dei lunghi tavoli e mi viene servito una zuppa al pomodoro, a seguire una maxi frittella di uovo e spinaci: il brik. Nel frattempo arrivano due ragazze francesi, mi illustrano il loro giro e mi tengono informato dei nomi dei vari piatti e delle varie salse, sanno tutto sulla Tunisia, sono veramente fissate! Molto simpatiche, ma dopo un pò... Quasi a fine pasto ci raggiunge l'americano, mi mostra le foto che ha scattato e dopo un pò si congeda. Le francesi sono preparatissime e mi avvertono che il tabacco che fumo io, arrotolato a mano nella cartina, potrebbe essere frainteso dai berberi. Le rassicuro che è solo tabacco e andiamo a bere una birra alla caverna-bar. La birra ci viene servita con molta discrezione, il berbero-barista non vuole saperne neanche di toccarla e mi invita dietro al bancone per prendermela da solo direttamente dal frigo, e a berle in un angolo buio, ma come questo le francesi non lo sapevano? sembrano stupite! A fine serata una lunga chiacchierata a cui si uniscono anche l'americano e una giovane coppia di ciclisti Olandesi. La sera nelle grotte non c'è più nessuno, c'è poca illuminazione e si sta veramente in un altra dimensione.

Gli Olandesi sono molto simpatici, al ritorno trascorreranno tre settime in Sicilia in giro con le loro bici, che pazzi! Bellissima atmosfera, magia pura. Intanto i vecchietti inglesi hanno appena smesso di giocare a carte. E' tardi, ci salutiamo e si va ognuno nella sua caverna.

L'Americano non è mai stato in Italia e tutti trovano fantastica la Tunisia e sopratutto la Bulgaria. Cosa centra la Bulgaria? Non sò come ci siamo arrivati, abbiamo spaziato molto nei nostri racconti. L'Americano è in viaggio con i soli mezzi pubblici, un mito!!!

 

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