|
II giorno 26.03.09 Che
notte! Questa è la seconda notte che non riesco a dormire
come si deve. Alle 06.00 cerco di sollevarmi, le braccia non
rispondono più, sono completamente andate per i numeri
fatti durante la notte. Quando finalmente riesco a rimettere
tutto insieme, cerco di alzarmi, ma non riesco a star dritto.
Non è colpa mia, la nave traballa troppo, è inutile
tentare è meglio restare a riposare ancora qualche ora.
Quando finalmente mi riaddormento vengo svegliato di soprassalto
da un forte scossone, la nave è tornata stabile, che
succede? Siamo ormeggiati al porto di Trapani. La città
sembra interessante e vorrei approfittare della sosta per fare
un giretto a piedi ma mi viene negato il permesso di sbarcare.
Pazienza me la guarderò dall'alto con il teleobiettivo.
Alle
10.30 finalmente si riparte, il tempo non è dei migliori
e più ci allontaniamo dalla protezione del porto più
le onde diventano alte, tanto che il personale di bordo corre
a chiudere le tende delle finestre del salone per evitare che
i passeggeri si impressionino vedendo gli spruzzi infrangersi
contro le vetrate. Intanto trascorro un pò di tempo chiacchierando
con vari tunisini che mi chiedono del viaggio, tutti sembrano
essere colpiti dal fatto che io intenda effettuarlo da solo
e in moto, eppure sono certo di non essere nè il primo
nè l'ultimo, ma solo uno dei tanti motociclisti che ogni
anno sbarcano in Africa affascinati dal Sahara. Comunque la
risposta più frequente è:"stai attento a
te e alla moto, qui c'è una grave crisi economica e tanta
gente e disperata e senza soldi e pronta a tutto per racimolare
qualche spicciolo". Altri mi mettono in guardia che nella
loro nazione tutto va avanti a mazzette, a partire dalla polizia
e che, mi garantiscono, mi fermeranno solo per incassare qualche
dinaro extra: ti conviene pagare. Ma non saranno troppo pessimisti?
Intanto
il mare peggiora ancora, salto il pranzo, non è possibile
mangiare in queste condizioni, anche il personale di bordo che
cerca di essere il più possibile rassicurante, non sembra
molto convincente. Alle 14.00 in bagno c'è la fila per
vomitare, chi non riesce a trattenersi può usare i sacchetti
messi a disposizione e sparsi per la nave. Una donna sta veramente
male e grida come un'indemoniata tanto che occorrono vari interventi
del medico di bordo. Una catastrofe!!! I bagni hanno un odore
acre e nauseabondo, così decido di irrigare il palo del
radar che gira con indifferenza. Continuo a rispondere a tanta
gente che continua a chiedermi se sono tedesco e se è
la prima volta che vado in Tunisia. Finalmente all'orizzonte
si intravede La Goulette e alle 19.30 cominciano le operazioni
di sbarco. Fortunatamente la moto è ancora dritta e sembra
aspettarmi, reincontro Tiziano, il motociclista italiano che
avevo perso di vista durante la traversata e iniziamo la trafila
per l'ingresso in Tunisia. Non è facile, vengo spedito
da un ufficio all'altro per collezionare una serie di firme
e timbri e alla fine mi ritrovo inevitabilmente punto e a capo.
Vengo addirittura affidato ad un povero disgraziato che per
guadagnarsi qualche dinaro cerca di darmi delle dritte, mi fà
compilare dei moduli che lui stesso mi porge e mi consiglia
di non dichiarare il GPS, così faccio. Niente da fare,
rimbalzo ugualmente nelle mani dei doganieri, comincio a convincermi
che vogliano prendermi per sfinimento, alla fine mi chiederanno
in qualche modo dei soldi per uscire da questo girone dantesco.
Comincio a perdere la pazienza e inizio un mezzo litigio con
uno di essi:"mi state mandando avanti e indietro sempre
dalle stesse persone, ma se tu non mi metti prima sto cazzo
di timbro il tuo collega dice che non può rilasciarmi
quell'altra merda di documento, quindi mettetevi daccordo!!!"
Fortunatamente Tiziano vedendomi in difficoltà e pratico
di anni di vita in Tunisia, mi viene in soccorso e in poco tempo
riesco a venirne fuori. Non dichiarerò niente se non
le scatolette di sgombro. Finalmente siamo pronti ad uscire
dal porto, cambio un pò di euro e via verso la libertà.
La città al tramonto è stupenda, ma non riesco
a godermela appieno visto l'impegno posto nella guida. Decido
di dirigermi verso Nabeul, dove secondo Santa Routard dovrebbero
esserci varie possibilità di alloggio. Faccio buona parte
della strada seguendo Tiziano che si ferma ad Hammamet. Sull'autostrada,
in fase di sorpasso, facciamo finta di non vedere un poliziotto
che nella più completa oscurità alza la paletta,
forse in cerca di un'integrazione al suo stipendio. Da Hammamet
in poi proseguo da solo, saluto Tiziano con la promessa di passare
a salutarlo prima di lasciare il paese. Grazie Tiziano, grazie
di tutto. Dopo vari tentativi alla ricerca di un campeggio,
stanco e stremato trovo un grazioso hotel, 20 euro a notte,
cena sostanziosa a base di carne, pomodori e birra Celtia (oggi
è il secondo giorno che non mangio). Finita la cena subito
a nanna.


|
|