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Paesi attraversati : Italia, Tunisia

Documenti necessari: Passaporto, libretto di circolazione, assicurazione e carta verde

Note : armatevi di buona pazienza, c'è tanta burocrazia per l'ingresso nel paese. Ogni volta che cambiate in dinari, conservate le ricevute, vi saranno richieste per ricambiare i dinari in euro quando uscirete dal paese, senza ricevuta nessuno vi farà il cambio. Meglio avere un sacco a pelo, anche se dormite in hotel, le lenzuola non sono sempre fresche di bucato.

TUNISIA 2009

I giorno - 25.03.09

 

 

...ecco ci risiamo! è da qualche mese che mi sto organizzando e prima che me ne possa rendere conto il giorno della partenza è già arrivato. Anche questa volta non mi rendo effettivamente conto che il giorno X è già alla porta fino a quando gli amici non mi chiamano per i saluti e gli auguri di rito. Ma come sono potuti passare tutti questi mesi senza che me ne sia accorto? Come ormai è tradizione faccio tutto all'ultimo minuto utile, carico la moto e punto la sveglia alle 06.00 AM. In realtà questa volta la sveglia non è servita a niente. Dopo una notte passata a contare le ore, alle 06.00 sono già in piedi, ho dormito poco e a singhiozzo, non per la preoccupazione, ma solo per il nuovo spirito che anima questo viaggio. Questa è la prima volta: la prima volta fuori dalla cara vecchia Europa e soprattutto .....in solitaria!!! Questa volta sarà tutto diverso, me ne vado tra gente di cultura, religione, colore della pelle diversa da tutto ciò a cui sono abituato e soprattutto affronterò il viaggio in completa solitudine. Nessun filtro, nessun contatto sul posto, dovrò cavarmela da solo ed eventualmente venire fuori da ogni situazione avversa. Non ho neanche un itinerario preciso da seguire, ma solo dei punti segnati sulla cartina, come uno di quei giochi che si trovano sulla settimana enigmistica. Tanti dubbi, poche certezze.... e con queste premesse.... Buon viaggio Agnul!!! Speriamo vada tutto bene.

Comunque, soliti controlli per la chiusura della casa, tiro fuori la moto già carica di tutto il necessario, o almeno credo, e via l'avventura comincia. Il cielo è terso e questo è già un buon segno, ma l'agnulometro segna 1°C, Dio che freddo! Sono coperto bene e viaggio abbastanza tranquillo. Temperatura polare e nebbia a banchi fino a Rovigo ma tutto ok. Soste ogni 250km circa per il solo tempo necessario ai rifornimenti di carburante, il GPS segna l'arrivo a Civitavecchia entro le 14.00. Ottimo! Lascio l'autostrda a Orte e percorro con calma il raccordo e poi l'aurelia (mi sembra). La strada è bellissima, le curve dolci e i prati verdi e costellati di fiori, anche la temperatura è salita, l'agnulometro è salito a 16°C, non mi sembra vero. Insomma me la godo tutta fino a destinazione.

Alle 13.30 arrivo in porto ma sono in anticipo, decido di spendere il tempo guadagnato per fare una sosta all'ingresso del porto, aprire la borsa dell'abbigliamento ed indossare un paio di jeans al posto dei pesanti pantaloni in cordura. Adesso mi sento molto più comodo. Mi precipito per fare il check in ma l'addetta, molto gentile, mi anticipa subito che le Sorrento (questo il nome della nave) è in ritardo di tre ore, partiremo alle 19.00, porca puttana cominciamo bene!!! Questo significa che la nave attraccherà al porto di La Goulette alle 19.00 di domani sera, preventivando due ore di disbrigo formalità doganali, se tutto va bene uscirò dal porto intorno alle 21.00; a quell'ora non sarà facile trovare una sistemazione per passare la notte. Aspetto sul molo fino alle 17.00, sono l'unico motociclista, le auto in colonna sono pazzesche, stracariche, con i portabagagli ricolmi di qualsiasi cosa, da vecchie biciclette, frighi, più di una ha caricato sul tettuccio anche un motorino o uno scooter. Conosco un personaggio dalla pelle scura, mi racconta che lavora a Pesaro e che torna a Monastir per far visita al padre ammalato. Naturalmente attacca bottone attratto dalla moto. Gli ho appena stretto la mano e già mi invita a casa sua per qualche giorno, naturalmente declino l'invito e lo ringrazio calorosamente. Non contento vuole darmi ugualmente il suo numero di telefono ...se passi di lì... Dopo poco arriva un altro ragazzo in moto, è di Macerata e viaggia a bordo di un Intruder 600 rosso, si chiama Tiziano, scambiamo quattro chiacchiere, lui vive da diverso tempo ad Hammamet dove lavora.

Sono le 17.30 e finalmente la colonna si muove, ci imbarchiamo, controllata veloce ai passaporti e si sale a bordo. Addetto all'ancoraggio della moto un gentile ragazzo dai lineamenti orientali, controllo che le operazioni vengano eseguite a regola d'arte e salgo ai piani superiori. La Grimaldi non è un gran che e offre veramente pochi spazi comuni, i cessi sono un cesso, prendo posto nei tavoli del ristorante e inizio a scrivere questo diario. Lo stanzone e semideserto, tutti hanno fatto la spesa a terra e si preparano la cena a bordo, il self-service è ancora chiuso e le mie riserve alimentari sono chiuse nelle borse della moto. Riesco ad accaparrarmi dal bar un minuscolo pacchetto di patatine per 1,40 euro. Il sole tramonta ed è quindi ora della preghiera, una specie di imam presiede alla cerimonia che si svolge davanti alla reception. I fedeli sono pochi, gli altri si fanno anche più di un bicchierino durante il pasto. D'altronde non è detto che un tunisino debba essere per forza anche un islamico, del resto io stesso non sono credente.

Intanto un vecchietto distinto, con foulard e bastone con pomello in ottone, imbarca di cazzate due bravi tunisini e ridendo e scherzando gli scrocca la cena a base di pane, olive e affettati. Adesso credo che andrò a vedere la TV, C'è Gerry Scotti, non me lo posso assolutamente perdere, che palle!!!

Ma quale Tv, un'allegra comitiva, credendo che gli stessi facendo una foto con il cellulare, mi invita al loro tavolo per bere con loro cartoni di Tavernello, accompagnato da piccole olive tunisine; ma che foto! io stavo solo leggendo un sms. Ma come faranno poi sti tunisini ad avere le olive di casa se a casa ci stanno appena tornando? Si parla piacevolmente per un bel pò, fino a quando il più allegro di tutti si allontana e torna accompagnato da tre degli ufficiali della nave che minacciano di sequestrare tutto il vino. Lo invito a scusarsi per qualsiasi cosa abbia combinato e confesso che la rimanente bottiglia ancora sigillata è di mia proprietà. Tutto finisce bene e dopo un pò mi avvio per prendere posto sulle poltrone e prepararmi per la notte. Riesco a trovare due poltrone vicine e cerco di sdraiarmi facendo invidia ad i migliori contorsionisti asiatici. Faccio attenzione a proteggere dalla portata di eventuali malfattori sia la borsa con l'attrezzatura fotigrafica che le tasche con i soldi ed i documenti. Risultato: dormo poco e male e come se non bastasse il mare sta cominciando a fare i capricci facendo oscillare l'imbarcazione in tutte le direzioni.

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