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LAGHI
DI PLITVICE 2009
Intro
Ieri
sera, il meteo in tv ha chiaramente annunciato un week-end stupendo,
sole ovunque e temperature estive. Ma come? Niente pioggia?
Sicuro? Si sarà sbagliato, accendo il pc, guardo su internet:
…e si, sembra proprio che questo sarà un fine settimana
grandioso. Non posso starmelo a guardare da casa, devo partire,
urge una meta, non importa dove, l’importante è
andare. Intanto che ci penso comincio a preparare l’attrezzatura
per il campeggio, faccio tutto in un baleno, carico la moto,
e nel frattempo complice forse un report letto su di un forum,
la mia vocina consigliera comincia a sussurrarmi all’orecchio:
Plitvice, Plitvice, Plitvice. Ok deciso, le vocine vanno sempre
assecondate!
Si, si, i laghi di Plitvice vanno benissimo, sono alla distanza
giusta per una due giorni e poi, anche se ci sono passato l’anno
scorso, non li ho mai visitati, domani mattina si parte.
I
GIORNO
Mi
sveglio di buon ora intorno alle 07.00, la moto è carica,
non mi resta che premere start e partire. Le previsioni questa
volta ci hanno veramente azzeccato, la mattinata è fantastica,
neanche una nuvola e c’è anche un’arietta
frizzante che magnifica il tutto. E’ un piacere andare,
se fossi restato a casa oggi mi sarei di sicuro mangiato le
mani, questa si che è una partenza intelligente!
La moto trotterella felice, siamo in assoluta sintonia, viaggio
con il gas appena aperto, non lo mollo mai, neanche in curva,
né accelerazioni né frenate, una guida pulita
e regolare, una vera goduria. Passo Monfalcone, ma non ho la
minima voglio di buttarmi in autostrada, voglio godermela tutta
fino a destinazione, tanto il tempo non manca. Su e giù
per il carso triestino, non c’è traffico, in poco
tempo arrivo a Opicina, Basovizza, finisce l’Italia e
comincia la Slovenia. Il tratto sloveno non è molto lungo,
ma generoso di curve e paesaggi da cartolina. Qualche camper
mi rallenta l’andatura, ma prima che me ne accorga mi
sono già divorato la Slovenia. Confine croato, passo
tranquillamente esibendo la carta d’identità al
volo, i doganieri mi fanno cenno di passare e senza neanche
poggiare un piede a terra entro nella magnifica Croazia. Rupa,
punto verso il mare, verso Abbazia, poi seguo le indicazioni
per Spalato, faccio un pezzo di autostrada solo per evitare
di passare in centro a Rijeka, ho fatto l’errore una volta
e non lo faccio più, ci avevo messo un’eternità
ad attraversare il centro cittadino, oggi non ne ho voglia.
Entro in autostrada e dopo pochi km, solo quelli necessari per
baipassare la città, ne esco, finalmente scendo verso
il mare, la strada scende in picchiata nel golfo di Bakar, sulla
destra il mare costellato di isole e sulla sinistra le montagne,
che spettacolo, la strada costiera è sempre bellissima.
Ogni tanto mi fermo, scatto qualche foto, qualche filmatino
e poi si riparte. Percorro la litoranea fino a Senj, dove mi
fermo a far benzina per poi proseguire verso l’interno,
ma devo dire che questa cittadina mi sembra molto ma molto bella,
forse domani mi fermo, merita sicuramente almeno una sosta.
Da qui a Plitvice mancano ancora un centinaio di km, sono in
perfetto orario, abbandono in il mare e comincio a salire in
mezzo alle montagne. La strada è meravigliosa è
un piacere percorrerla in moto, di tanto in tanto qualche ambulante
vende miele, formaggi e grappe, il paesaggio è incantevole,
curve dolci e qualche tornante. Viaggio tranquillo, comincio
ad avvistare le prime abitazioni ancora segnate dalla guerra;
anche se ci ero passato l’ultima volta lo scorso anno,
vedere le case sfregiate da fori di proiettili fa sempre una
certa impressione.Alle
11.30 sono a Plitvice, come da tabella di marcia, se mai ne
avessi avuta una.Prima
tappa ai laghi, per avere informazioni sulla
visita e sugli orari, seconda alla pekarna per comprare un po’
di pane e via verso il campeggio che ormai conosco già
(POSIZIONE GPS CAMPING 'CORANA':N44 57.007 E15 38.496).
Mi sistemo all’incirca nello stesso punto dell’anno
scorso, nella mia vallata, sotto ad un bel pino. Monto la tenda,
scarico la moto, pantaloni corti e sono già pronto per
la visita ai laghi. Si riparte in moto, i laghi distano dal
campeggio circa 9 km (POSIZIONE
GPS INGRESSO LAGHI: N44 52.976 E15 37.409).I
parcheggi sono a pagamento, ma per fortuna le moto entrano gratis.
Il posto è tranquillo, ma assicuro lo stesso la mia amata
con un bel catenaccio. Faccio i biglietti (110 Kn) ma non mi
verranno mai controllati (>>leggi
brochure dell'Ente Laghi). Alle 14.00 comincia il mio giro,
il posto si rivela da subito magnifico e suggestivo, merita
sicuramente una visita, probabilmente anche 2 o 3. Il primo
tratto so fa a piedi, poi prendo una specie di autobus formato
da motrice e due rimorchi panoramici, la strada e strettissima
e il mio autista personale guida pianissimo, certo che portare
a spasso un serpentone del genere su questa stradina non deve
essere una cosa facile. Ad ogni curva sfioriamo il ciglio della
strada, ma sono sicuro che l’autista sa bene dove mettere
le gomme, si spera! Dopo una decina di minuti arriviamo a destinazione,
da qui comincia la mia camminata. Veramente stupendo, si cammina
su passerelle di legno sospese sull’acqua, quasi tutto
il percorso sarà così, un vero spettacolo; laghi,
stagni, cascate a volontà, naturalmente le foto si sprecano.
Tutti i laghi sono pieni di pesci, si vedono nuotare dappertutto
fino a riva, in 2 cm di acqua, sembrano quasi siano loro a voler
osservare i visitatori. Anche gli uccelli non hanno la minima
paura dell’uomo, si avvicinano a pochi cm per cercare
di racimolare qualche briciola di pane. Ma è meglio allontanarsi
il più possibile dal gruppo, altrimenti si rischia l’esaurimento
nervoso, le passerelle sono strette quasi un metro e le signore
davanti a me sono grasse e con gli infradito e una vocina squillante,
che ancora non mi spiego come faccia una passerella così
esile a sostenere tutto sto peso. Non c’è modo
di superarle, buttarle in acqua non posso, rischierei di rovinare
l’intero ecosistema, mi siedo, scatto qualche foto e gli
do un vantaggio di più di mezzora, ma le riavrò
a tiro nel giro di un paio d’ore. Italiani zero, meglio
così, cammino e scatto foto per tutto il pomeriggio,
ogni panorama e più bello di quello precedente. Cammina,
cammina, la strada finisce su un molo, ma niente paura un insegna
avverte che ci sono traghetti ogni mezz’ora, non mi resta
che sedermi e aspettare, nel frattempo arriva altra gente. Neanche
dieci minuti e arriva l’imbarcazione, che mi porterà
all’altra estremità del lago. Altra scarpinata
e arrivo di nuovo sull’asfalto in prossimità di
una fermata dell’autobus, c’è tanta gente,
questa volta ho avuto fortuna è l’ultima corsa,
dopo aver chiuso i chioschetti, salgono anche i ragazzi dello
staff del parco. Ritorno al punto di partenza e alle 19.00 dichiaro
conclusa la mia visita ai laghi di Plitvice. Faccio scorta di
birre per questa sera al locale market, una la bevo subito,
mentre mi arrotolo una sigaretta e con calma mi riavvio verso
il campeggio. Doccia veloce e comincio a scrivere il mio diario.
All’imbrunire l’acqua bolle, mentre qualcuno dall’altra
parte del campeggio sta strimpellando alla chitarra qualche
successo del vecchio Elvis; questa sera lo chef propone minestrone
con pasta. Alle 21.30 nel campeggio regna la pace, le luci all’interno
dei camper cominciano a spegnersi, mi sa che fra un poco andrò
anche io a chiudermi nel mio sacco a pelo. E domani???? Mi faccio
una giornata di mare o proseguo per la Bosnia?
Vedremo, la notte porta consiglio.
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