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Viaggio tra Slovenia e Croazia
Paesi attraversati : Italia, Slovenia, Croazia

Documenti necessari : basta la carta d'identità valida per l'espatrio, quasi tutte le assicurazioni coprono la Slovenia e la Croazia

Due ponti in vista, 25 aprile e 1° maggio, bisogna approfittarne per fare qualche bel giro 'internazionale'. Due le mete prese in considerazione: Slovacchia e Rep. Ceca. Causa avverse condizioni meteo e impegni vari il 25 è compromesso, speriamo almeno che Giove ci assista per il 1°!
Il meteo è incerto sino all'ultimo, ma alla fine sembra chiaro che su Slovacchia e Rep. Ceca, la nuvoletta nera con il fulmine non voglia proprio spostarsi per lasciare il posto ad un misero sole velato. Però, a ben guardare, un'area soleggiata sembra esserci: a est, sempre a est. Dopo un venerdì che non promette nulla di buono, il sabato mattina mi sveglio con un cielo limpido e cristallino; adesso o mai più, si parte e si va a est. Lo scopo del viaggio è fare un giro in moto e tenda e testare sul campo un po' di attrezzatura che mi servirà fra qualche mese per il mio viaggio in Islanda. Caricata la moto, parto... si ma per dove? Intanto si è detto est, quindi direzione Trieste, per strada decido che in Istria ci sono già stato milioni di volte, (x sull'Istria), quindi prendo per il valico di Basovizza che mi porterà dritto sparato fino a Rieka (la vecchia Fiume), alle porte della Dalmazia. Prima tappa al confine sloveno-croato, giusto per avere un po' di kune in tasca che fanno sempre comodo, approfitto della sosta per dare un'occhiata alla cartina e decido che seguirò la strada costiera. Il gps è acceso sulla modalità mappa ma non è impostato nessun percorso, visto che ancora non so dove andare. Evito il centro e mi butto subito sulla tangenziale che come al solito è molto trafficata e presidiata da numerosi autovelox. Alla prima uscita utile imbocco la costiera.
La costiera dalmata è sempre uno spettacolo, anche se circa sei o sette anno fà l'avevo fatta tutta con la Shadow 750 in due e carico come un mulo, e mi era sembrata molto impegnativa con tutte quelle curve e con l'asfalto in pessime condizioni, ora con il gs e l'asfalto rifatto, mi sono divertito come un bambino sulle giostre alla festa del santo patrono. Non ho fretta, visto che non ho nessuna meta da raggiungere e che i campeggi sono sparsi un po' ovunque, mi fermo spesso a fare delle foto e ad ammirare lo spettacolo del mare costellato da una miriade di isolette. Per strada alcune indicazioni avvertono “imbarco per Cres”, “imbarco per Krk”, ma non ho voglia di buttarmi su un isola, e poi è ancora presto per farsi il bagno, di spalmarsi a prendere il sole non se ne parla nemmeno, quindi proseguo verso sud. Idea!!! vado verso l'interno, vediamo cosa offre l'interno: scorrendo la cartina sul gps noto dei laghi, sono i famosi laghi di Plitvice, patrimonio dell'umanità, aggiudicata. Finalmente ho una meta e molto tempo per raggiungerla, posso permettermi di proseguire con calma, facendo tutte le deviazioni che ritengo opportune. Proseguo per Novi Vinodolski fino ad arrivare a Senj, qui saluto la magnifica costa, non prima di far pausa in un chiosco per una gustosa e fresca Karlovacko, la tipica birra croata. Da Senj si comincia subito a salire tra le montagne la strada è bella ed invita a dondolarsi tra le curve e a godersi il paesaggio che in un momento cambia da marino a montano. Con le due capienti bisacce poste ai lati del serbatoio, le valige laterali e la sacca sul sedile posteriore, la moto è molto ben bilanciata e si comporta egregiamente tra curve e tornanti, invitando ad un'andatura allegra. Certo manca ancora una sacca e qualche chilo di bagaglio in più, ma l'assetto per l'Islanda passa il test a pieni voti. Otocac è una bella cittadina, la prima che incontro da quando ho lasciato la costiera, faccio benzina e mi fermo a osservare come tutto cambia a distanza di un 40 km: verdi e fitti boschi che lasciano spazio a grandi pianure, comincio anche a notare le facciate di alcune case trafitte da innumerevoli fori, sono i segni evidenti delle guerra che è passata anche da queste parti. Lascio la strada principale e ogni tanto faccio qualche piccola deviazione nei boschi e sulle stradine battute, (i vantaggi di un enduro stradale come il gs) noto tante case abbandonate ed altre perennemente in costruzione, credo che gli infissi siano un bene prezioso da queste parti, infatti sembra essere la prima cosa che sparisce. Certo non doveva essere facile vivere in un bosco in una piccola casa di legno a pianta quadrata con tetto aguzzo e con un ampio prato fiorito antistante l'ingresso, quando sai che in un qualsiasi momento puoi essere ucciso da un pazzo armato di Kalashnikov (o come cazzo si scrive). Per il resto i posti sono incantevoli e la gente cordiale. La natura è la grande protagonista, Into the wild... e dal gps faccio partire la colonna sonora di 'Into the wild' di Eddy Vedder, ci sta proprio bene!!! Per essere più in tema decido di abbandonare definitivamente la strada principale a favore di una scorciatoia che anche il gps segna come strada secondaria, e poi l'avventura mi piace. Già dai primi km si capisce che qui le strade secondarie sono molto più secondarie che da noi! Tengo la terza solo per i primi km poi lascio in seconda e guido in piedi sulle pedane. A volte mi chiedo chi me lo faccia fare, ma poi mi dico, cercavi l'avventura: eccola, al limite si può sempre tornare indietro. La strada entra in una folta foresta e comincia a stringersi fino ad arrivare alla larghezza di un metro al massimo, alternando tratti malamente asfaltati a tratti di brevi sterrati. Il gs fà il suo lavoro egregiamente ed io anche me la cavo bene. Comincio a sentirmi più a mi agio e comincio veramente a godermela. E comunque, se è segnata sulla cartina e sul gps vuol dire che da qualche parte salterò sicuramente fuori. Guido circa un'ora tra boschi e ruscelli, il paesaggio è spettacolare e quando mi rendo conto dell'aumentare degli stagni e dei corsi d'acqua, capisco che Plitvice è vicina. Ritornato di nuovo sulla strada principale dopo pochi km leggo il cartello di benvenuto ai laghi di Plitvice, ma di laghi neanche l'ombra. Solo alberghi, hotel e affittacamere, trovo anche l'ingresso ai laghi, qui mi fermo per fare il punto della situazione. Visto che ormai sono le 18.30 e per la visita si impiega più di un paio d'ore, è meglio cercare un campeggio per trascorrere la notte, pensavo di trovarne uno nelle immediate vicinanza ma dopo vari giri a vuoto neanche l'ombra. Alla fine l'unico campeggio risulta essere a 9km in località Korana (una persona, moto e tenda: 13€ a notte). Speravo di trovarne uno un po' più vicino, ma se è l'unica soluzione... Prima di entrare in campeggio mi fermo per strada a comprare del pane e qualche birra per la cena, non si sà mai. Effettivamente il campeggio è bellissimo, molto ma molto grande, ben attrezzato e con tantissima erba, sembra quasi di essere in un golf club.
Cerco un posto appartato su una collinetta in modo da dormire tranquillo, ma che sia anche vicino ai servizi igienici, giusto per non fare km di notte in mutande. Individuato il luogo scarico la moto e comincio a montare la tenda e tutto l'occorrente per il campeggio. Sistemato tutto vado sul terrazzo del bar per bermi una birra e godermi in pace il tramonto. Che meraviglia, relax totale, una bella giornata in moto, il sole in faccia che sta tramontando dietro le colline della Bosnia e una buona birra fresca: cosa chiedere di più. Già... dietro quelle colline, a pochi km c'è il confine con la Bosnia-Herzegovina, potrei passarci domani a dare un'occhiata, si si si. Intanto la fame si fà sentire, quindi torno alla mia tenda per prepararmi una buona cena. Sorpresa il posto appartato si è trasformato in una specie di piazza, nel frattempo si sono piazzati di fianco a me due coppie di tedeschi anche loro motociclisti e più in là due francesi in macchina: ed io che volevo starmene tranquillo sulla mia collinetta! Fossi stato qua al loro arrivo avrei sempre potuto scoraggiarli dicendo di stare attenti perchè la zona è minata, ma adesso che hanno già montato le tende... Per consolarmi apro ancora un paio di birre e mi scaldo sul fornellino una ottima minestra liofilizzata, ormai è buio, molti camper hanno già chiuso le porte, andrò a dormire.

Domenica

Sono le 8.00 e sono già sveglio da un po', provo a vedere se c'è un modo per raggiungere i laghi senza spostare la moto di qua, non mi va di abbandonarla in un parcheggio per varie ore e magari carica di bagagli. L'unico bus-navetta parte alle 09.00 dal campeggio per ritornarvi la sera alle 18.00. di farmi 9 ore di laghi non credo sia il caso, quindi comincio a smontare la tenda per fare quello che più mi viene meglio: vagare in moto; vagare fino in Bosnia-Herzegovina, come avevo pensato la sera prima. Ho tutta una giornata di sole da godermi. Carico tutto sul mulo e via seguendo le indicazioni per Bihac. Qualche km prima del confine cerco il passaporto e solo adesso realizzo di averlo dimenticato a casa nella fretta della partenza. Porca miseria, fino a qui è bastata la carta d'identità, ma per entrare in Bosnia-Herzegovina ci vuole proprio il passaporto. Ma come cazzo ho fatto a dimenticarmelo!!! Riapro la mia fida cartina e cerco una destinazione alternativa: vada per Karlovac, la città della famosa birra. Qualche km prima però, noto sulla sinistra dei vecchi mezzi blindati parcheggiati in una radura, torno indietro e scopro che si tratta di una specie di museo organizzato per mostrare gli orrori della guerra; tra l'altro, due le cose più sorprendenti: un trattore blindato usato probabilmente per liberare la strada dai detriti e far passare in sicurezza gli altri mezzi, e ciò che resta di un caccia abbattuto. Il tutto è collocato su un prato tra due edifici diroccati (forse i resti di una caserma) e nel mezzo del centro cittadino, anche le case intorno tuttora abitate mostrano i muri scheggiati dai proiettili. Un po' turbato mi ri metto in marcia e subito dopo entro a Karlovac. Visto che mi sono appena fermato faccio solo un giro della città in moto e proseguo verso il valico di Metlika. Sulla strada neanche a farlo apposta incrocio la birreria industriale dove producono la Karlovacko, mi fermo pensando di trovare uno spaccio o una vendita al dettaglio, giusto per assaggiare la famosa birra croata direttamente alla fonte, ma non trovo niente del genere. Riparto quindi per il confine croato-sloveno dove stranamente mi fanno togliere casco e occhiali da sole per poter verificare la somiglianza con la foto della carta d'identità. L'agente mi guarda non molto convinto, ma poi mi fa passare. Sono di nuovo in Slovenia. Attraverso così Novo Mesto e punto verso ovest, direzione casa. Me la prendo comada e attraverso tutta la campgna slovena, a sera sono di nuovo a casa. Quando alla fine penso a dove sono stato, non ho una risposta precisa, ma come diceva Mr Crocodile Dundee, ho solo fatto un giro in giro.

links utili:

http://www.croaziainfo.it/

http://www.np-plitvicka-jezera.hr/

http://www.slovenia.it/

http://www.incroazia.net/

 

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