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giorno - 31.05.09
Sveglia alle ore 09.00, oggi non abbiamo fretta, le moto resteranno
a riposo al sicuro nel cortile. Questa giornata la dedicheremo
alla visita della città. Colazione abbondante con the,
affettati, formaggi e marmellata alla fragola. Finalmente ha
smesso di piovere, qualche timido raggio di sole fa capolino
tra le nuvole e ci rende molto più felici. Percorriamo
parte della città vecchia, ci sono edifici datati 1800,
molti veramente decadenti e scalcinati, è un peccato!
La prima visita la facciamo alla sinagoga. L’edificio
ha attirato sin da subito la nostra attenzione, non è
grandissimo, ma stando a quanto dice la guida della città
è per dimensioni, la terza sinagoga in Europa. Per entrare
occorre comprare il biglietto dal costo di 2€ e assieme
ad una fotocopia in inglese con la storia dell’edificio,
ci viene consegnato anche un minuscolo cono di carta da indossare
sulla testa a mò di papalina. Il copricapo è talmente
piccolo che è impossibile da tenere in testa, sulle prime
tentiamo di reggerlo con un dito, ma sembriamo ballerini di
un varietà, così dopo qualche metro dall’ingresso
lo infiliamo al sicuro in tasca. Nei corridoi e sulle scale
sono esposte tantissime foto di ebrei, per lo più ritratti,
tutte bellissime e di grande qualità. L’interno
della sinagoga invece e molto simile alle nostre chiese, facciamo
un po’ di foto usciamo. Prossima tappa: il birrificio
della Pilsner Urquell, il vero motivo del nostro viaggio. Ci
arriviamo a piedi dalla sopraelevata, appena in vista della
storica porta ad archi, ognuno di noi si precipita a far foto
anche se i pannelli del cavalcavia ci impediscono una buona
visuale. Finalmente ci siamo, il momento tanto atteso è
arrivato, mancano solo pochi passi per varcare la porta d’ingresso
al paese dei balocchi, l’emozione è tanta, vorremmo
inginocchiarci in adorazione mistica, ma preferiamo entrare
subito e magari prendere la comunione con un bel boccale spumeggiante,
praticamente siamo come quel bambino che entra nella fabbrica
di cioccolata di Willy Wonka. Andiamo subito al centro visite,
dove in attesa della partenza del tour in inglese, ci vediamo
un filmato educativo sulla costruzione artigianale delle immense
botti in legno usate dai mastri birrai (Il tour completo di
degustazione costa circa 5.70€). Non so perché ma
ci è venuta una gran sete, ci tratteniamo, aspetteremo
che si aprano le porte delle cantine per godere appieno della
birra speciale a caduta preparata esclusivamente per i visitatori
della fabbrica. Si dice che l’attesa esalti il piacere,
…e noi attendiamo! (>>vai
alle info sul birrificio). Finalmente ci siamo, il giro
sta per cominciare, la nostra accompagnatrice è una giovane
e bella biondina, dopo le premesse di rito, ci avviamo tutti
insieme al punto di partenza, qualche minuto di attesa e un
bus viene a prenderci per condurci verso il reparto di imbottigliamento.
Ci sediamo nel bus e quasi ci sembra di essere ad una gita scolastica,
nel frattempo la ragazza continua a darci informazioni sul processo
produttivo della birra e sui vecchi metodi di lavorazione. In
pochi minuti entriamo nell’azienda, purtroppo oggi è
giorno di manutenzione e tutte le linee sono ferme, ma la visita
è ugualmente interessante. Riprendiamo il nostro beer-bus
che ci porta in un altro padiglione, dove avviene il processo
di cottura, al quale si accede tramite un immenso ascensore,
il più grande della Rep. Ceca, capace di ospitare 72
persone. Subito entriamo in un meraviglioso cinema panoramico
con platea girevole dove assistiamo alla proiezione di un documentario
con tutti i segreti della lavorazione della celeberrima Pilsner
Urquell. Procedendo nella visita vengono presentate tutte le
materie prime con possibilità di degustazione delle stesse,
io naturalmente non me lo faccio ripetere due volte, colgo l’occasione
al volo e mieto orzo e luppolo, ma ancora di birra non se ne
vede. Passiamo alla sala di cottura, veramente scintillante
con tutto quel rame superlucido. Entriamo in quella che viene
chiamata “la sala della gloria”, si pensava finalmente
di bagnare il becco invece si tratta semplicemente di una sala
ricca di documenti storici, foto d’epoca e tutto quanto
abbia a che fare con la storia del birrificio, siamo ancora
a bocca asciutta ma anche questo settore è ugualmente
interessante. Finalmente cominciamo a scendere nelle cantine,
sono costituite da corridoi alti e lunghissimi, l’intero
complesso delle cantine è un vero labirinto lungo più
di 9km. Avvisto le grandi botti di quercia per la fermentazione
e capisco che da lì a poco ci sarà il solenne
momento dell’assaggio. Mi sono distratto un attimo e sono
rimasto indietro a far foto, intanto il gruppo sta passando
tra due alte fila di botti, nella parte opposta un tavolino
con i bicchieri vuoti e un vecchietto pronto a riempirli di
ottima birra a temperatura cantina, fermentata in tinelli di
quercia e invecchiata in enormi botti anch’essi di quercia.
La spillatura avviene a caduta, sul tavolo adiacente alla botte
sono posti i bicchieri vuoti sia da 0.3l che 0.5l, il francese
davanti a me è titubante e indeciso sulla scelta, sta
per afferrare il bicchiere piccolo, forse per timidezza, fortuna
che dietro di lui ci sono io, lo correggo subito e gli dico
di non sprecare questa occasione, sono cose che capitano solo
una volta nella vita. Io naturalmente prendo il bicchiere da
0.5l, purtroppo secchi in giro non ne ho visti, il contenitore
più grande è quello!!! Il vecchietto con mano
ferma me lo riempie per bene, faccio roteare il bicchiere, come
consigliato dalla guida, lo annuso, un piccolo sorso…
che capolavoro di birra! La prima cosa che penso “…e
se vado a nascondermi dietro una botte per aspettare l’ora
di chiusura e durante la notte mi scolo tutta la cantina?”
intanto che ci penso faccio qualche passo avanti dove sono i
miei compagni di viaggio, naturalmente hanno tutti scelto il
bicchiere più grande, neanche a dirlo! Sono tutti soddisfatti
della visita che si conclude nello stesso punto in cui era iniziata.
A questo punto vogliamo anche i souvenir, ma il negozio è
chiuso per inventario, che sfiga!! Torneremo domani alle 10.00
quando riaprirà. Tutto questo girare tra malto e luppolo
ci ha messo un certo appetito, all’interno del complesso
c’è anche un grande ristorante con specialità
boeme, la birra non mancherà di certo. Ci sediamo e mangiamo
un goulash servito in una pagnotta di pane e per secondo ancora
carne, di maiale. Ci sono anche dei super-stinchi molto appetitosi
che girano tra i tavoli in braccio alle cameriere, ma sarebbe
veramente troppo. Ci sgargarozziamo ancora qualche altro boccale,
per digerire una grappetta alla pera, paghiamo all’incirca
14€ a testa. Usciamo super sazi, per smaltire camminiamo
un po’ per la città. Decidiamo di visitare la città
sotterranea, ma oggi anche questa è chiusa, non ci resta
che vagare per la città. Dopo tutta la birra che abbiamo
bevuto, non ci sentiamo minimamente ubriachi, neanche allegretti,
solo gonfi; non resta che aprire le valvole e dare aria alle
trombe. In certi momenti mi è sembrato di distinguere
perfettamente le prime battute di San Martino campanaro, ma
la melodia dura solo qualche nota poi perdiamo il ritmo e ognuno
va per fatti suoi. Comminiamo fino a ora di cena poi cerchiamo
di trovare il posticino che avevamo visto ieri sera “il
platano”, ma quando finalmente ci arriviamo lo troviamo
chiuso, camminiamo ancora e optiamo per un locale medievale
posto nelle vicinanze della piazza. Ordiniamo il solito goulash
nella pagnotta e qualche birra, verso mezzanotte decidiamo che
è ora di andare a riposare, domani si riparte. Ripassiamo
per la piazza e Diego nota un alimentari aperto, lui e Sandro
entrano per comprare qualche bottiglietta di acqua, che ormai
non vediamo più da qualche giorno, ma purtroppo non hanno
resistito alla tentazione ed escono con quattro piccole bottigliette
d’acqua e quattro bei bottiglioni di birra. Ma ancora?
È vero che costa meno dell’acqua ma… Il sig.
Diego si trascina la borsa con la spesa fino alla stazione dei
tram, ma poi comincia a diventare troppo pesante e quindi forse
e meglio alleggerirla. Dino non si fa corrompere e fila dritto
alla pensione, io invece che sono più debole cedo alla
tentazione, ci sediamo sulla panchina alla fermata dei tram
e alleggeriamo il bagaglio. A notte fonda ritorniamo alla pensione
e subito a nanna.
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