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 Sabato 28, IX giorno

Questa mattina solita sveglia alle 08.00, il sole splende e non si starebbe neanche male se non fosse per questo vento gelido che viene giù dal ghiacciaio. Colazione con thè caldo e pane e marmellata. Ci prepariamo alla partenza, oggi ci attende la pista del Kiollur. Lasciamo il nostro alloggio e ci muoviamo in direzione Geysir. Il vento soffia forte e a volte faccio fatica ad andare dritto, anche se ho poca benzina cerco di arrivare fino a Gaysir con la riserva in modo da avere il serbatoio pieno per affrontare la pista. Arriviamo in città, ma il distributore non funziona correttamente, c'è un problema con la lettura delle carte di credito. In fila prima di noi ci sono già quattro tedeschi in fuoristrada infuriati perchè non riescono a far rifornimento. L'unica soluzione è comprare una carta prepagata da 5000 corone, con cui far benzina ad entrambe le moto. Naturalmente non basta a riempire i serbatoi quindi, non sapendo quanti km potrò fare in off-road sono un po' preoccupato per l'autonomia. Chiedo informazioni ad una signora in un punto vendita di souvenir riguardo alla disponibilità di benzina lungo la pista. Dopo aver fatto una telefonata la gentilissima donna mi conferma che verso la fine della F35 avrei trovato del carburante. Ok sfido la sorte e si parte così, dovrei farcela. Prima di affrontare la pista facciamo una veloce visita allo Strokkur, l'unico gaiser attivo nella zona ed erutta ogni 6-7 minuti. È impressionante vederlo borbottare e poi spruzzare fuori una colonna d'acqua alta 20-30 metri. Assistiamo stupefatti ad un'eruzione e poi chiediamo il bis, e lo fa davvero. È tardi prima della pista ci sono ancora le cascate di GULFOSS da vedere, partiamo subito. Queste cascate sono veramente imponenti, facciamo tutto il percorso a piedi, meritano sicuramente la visita. Prima di ripartire faccio la conoscenza di una guida della Viking Bike, o qualcosa di simile, che porta a spasso 5 olandesi sulle sue Bmw Gs 800, ci dà delle utili informazioni e ci mostra il percorso sulla sua cartina ultradettagliata. Parliamo ancora un po' dell'Islanda in generale, ci chiede del nostro viaggio, delle nostre impressioni sul suo paese, ma il tempo passa veloce e dobbiamo salutarci, non prima di augurarci buona fortuna. È ora della pista, pochi km dopo Gulfoss parte la nostra F35. Questo sterrato mi preoccupa un po', visto che:1) è molto lungo, più di 100km, 2)non ho molta benzina, 3) lo hanno riaperto da poco tempo, 4)il norvegese in camper lo sconsigliava vivamente. Ma la fortuna aiuta gli audaci... parto con calma con una buona dose di prudenza, ma poi mi lascio andare e comincio a divertirmi parecchio anche se rischio di cadere almeno un paio di volte. Ci sorpassiamo a vicenda per filmarci e fotografarci reciprocamente, entrambi vogliamo avere un ricordo di questa bella esperienza da guardare magari nelle fredde e corte giornate invernali, magari con un bicchiere in mano. Il paesaggio è stupendo e la pista non molto impegnativa. Siamo in mezzo al nulla ovunque si guardi si vedono solo sassi e polvere ed in lontananza i due ghiacciai, il Langjokull e l'Hofsjokull. Incrociamo qualche fuoristrada di quelli con le gomme extralarge, una comitiva in quod e anche un bus di linea. I primi 50km sono di vero piacere, ma man mano che procediamo la stanchezza comincia a farsi sentire, specialmente sulle braccia, probabilmente dovuta alla mia posizione di guida in piedi non molto ortodossa. Dino invece sembra non risentirne tanto, visto che guida in off da una vita. Anche se siamo in un posto veramente affascinante, un po' per la stanchezza, un po' per l'occhio fisso sull'indicatore della benzina, non riesco più a godermela come all'inizio e conto ogni km che mi separa dal rifugio. Faccio gli ultimi 10km chiamando a raccolta in un ultimo sforzo tutti i muscoli del collo e delle braccia, finalmente lo vedo in lontananza, non mi sembra vero, stiamo per arrivare al rifugio di HVERAVELLIR. Ci accaparriamo subito due brande e beviamo una meritatissima birra islandese. Facciamo un giro tra i gaiser e le pozze di acqua calda, è incredibile vedere quanta energia la Terra sprigiona da queste parti. Questa sera c'è una pozza che mi aspetta, anche se fuori nevica, fra poco ci immergeremo in una vera pozza di acqua bollente, da veri vichinghi! All'interno del dormitorio ci viene chiesto in Italiano :”da dove venite?” . Ma pensa tu, non abbiamo visto un solo connazionale in tutta l'isola e adesso dove andiamo ad incontrarne uno? Nel posto più sperduto della terra! È un simpatico romano, di Ostia, va in giro per l'Islanda a piedi con il suo zaino sulle spalle. Ci racconta che è già stato sull'isola 20 anni fa e che ora, all'età di 50 anni, vuole più o meno rivivere l'esperienza di allora. Un altro pazzo scatenato come noi. Fa piacere incontrare gente del genere, quella gente in cui scorre quella sana vena di pazzia che li porta ad affrontare imprese simili. Sono contento di aver fatto la sua conoscenza. La pozza è un'esperienza stupenda, sicuramente la più bella fatta durante questo viaggio. Indosso il mio costume da bagno, felpa e stivali da moto e percorro i 200m che dividono il dormitorio dalla pozza. Comincia a venir giù un po' di nevischio e la temperatura si abbassa ulteriormente. Arrivati sul luogo ci si spoglia e al freddo e al gelo si cerca di arrivare in acqua al più presto possibile per non morire assiderati prima. L'acqua è bollente, nel punto più freddo il termometro segna 42°C. Passare per la prima volta del freddo esterno al caldo esagerato dell'acqua è un momento magico e irripetibile. Dopo pochi secondi si passa dalla goduria iniziale ad un senso di rilassatezza totale, come non avevomai provato prima. Si sta veramente bene. Dopo qualche minuto si unisce a noi un tizio tedesco che sta facendo il giro completo dell'artico in Fiat Panda 4*4, un'altro pazzo! Arriva anche una comitiva di Olandesi girovaghi. Dino intanto esce perchè comincia ad avvertire l'effetto dell'abbassamento della pressione sanguigna, dovuto all'eccessivo calore. Io mi trattengo ancora volentieri con la simpaticissima ragazza olandese che mi chiede come mai io mi trovi in un posto così lontano da casa, visto che secondo lei l'Italia è un posto perfetto per trascorrere le vacanze? Bè io allora le rivolgo la stessa domanda riferendomi all'Olanda. Mi racconta di essere stata in Toscana e di aver trovato anche lì delle pozze simili a queste anche se evidantemente molto più turistiche. Si aggiungono a noi una coppietta di perfetti austriaci di Linz, arrivati a bordo del proprio Land Rover ed anche con loro ci scambiamo informazioni utili ed impressioni. Nel frattempo torna Dino con le birre. Bere birra fresca in una pozza calda, con il nevischio che viene giù è una cosa meravigliosamente straordinaria!!! C'è chi entra e c'è chi esce ed ecco che arriva un ultrasimpaticissimo islandese di Reykyavik. Ci parla un po' della sua nazione, dei miti, delle legende del 'piccolo popolo', dei vichinghi, cosa vedere e cosa evitare. Un vero cicerone, ma in versione zelig. Ogni volta rido come un matto. Racconta di essere stato in Italia un po' di anni fa, a Rimini, ed ha imparato a dire : buonccciorno, grassie, barilla e al tente, accompagnando l'epressione con gesti esilaranti. Io sono sempre a mollo ormai da 3 ore, un record. Arriva anche un motociclista tedesco anche lui a bordo di una Bmw, anche lui viaggiatore, anche lui simpaticissimo. Anche se ho dovuto percorrere 100km di pista islandese, deserta e fredda, sono felice di essere arrivato in un posto sperduto dove in una pozza di 10mq, si conosce tanta gente così diversa, venuta qua quasi per caso a gioire di queste meraviglie della natura. Non so se tornando fra qualche anno in questo stesso posto riuscirei a trovare la stessa atmosfera di oggi o se è stata solo una concomitanza di eventi a far scaturire quest'atmosfera magica e rilassante. Sono ormai 4 ore che sono a mollo, siamo rimasti in due, io ed il tedesco, fuori fa sempre più freddo, ma noi ci rivestiamo e ci asciughiamo con calma, scattiamo anche qualche foto senza avvertire l'urgenza di riscaldarci nuovamente. Ho saltato anche la cena, ma ne è valsa la pena. Torno al dormitorio e mi chiudo subito nel mi sacco a pelo.

 

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