| Venerdì
27, VIII giorno
Ho riposato benissimo, in questa zona la pace e le tranquillità
sono di casa. Al risveglio trovo a darmi il buongiorno una meravigliosa
giornata di sole, il cielo terso e la temperatura molto gradevole.
Smontiamo le tende e facciamo una veloce colazione nella cucina
comune. Partiamo felici e contenti, Odino sembra essere dalla
nostra parte, almeno per adesso. Prima sosta alla laguna glaciale
di Jokulsarlòn. È un posto fantastico, ci sono iceberg
multicolori che laggiano tranquillamente nelle pacate acque della
laguna. Delle volte qualche pezzo di ghiaccio si stacca e la scultura
si capovolge per trovare il suo nuovo equilibrio. Qui è
possibile visitare la laguna con dei mezzi anfibi che conducono
i turisti in mezzo agli iceberg, ma noi desistiamo. Guardando
meglio si nota la presenza di alcuni curiosi bagnanti, delle simpatiche
foche che si lasciano trasportare dalla corrente a pancia in su.
Siamo entrambi entusiasti, sicuramente è la cosa più
bella vista sino ad ora, tornerei in Islanda solo per rivedere
questo spettacolo. Purtroppo il tempo è tiranno e dobbiamo
proseguire il nostro viaggio, procediamo in direzione VIK. La
strada è bellissima, siamo circondati da una moltitudine
di fiori viola, ma ad un tratto il paesaggio cambia aspetto ed
entriamo nell'area definita 'delle rocce soffici', il termine
rende abbastanza l'idea. Si tratta di grosse pietre ricoperte
da uno spesso strato di muschio che conferisce al tutto una sensazione
di morbidezza. Ci fermiamo ad assorvarle più da vicino,
sono veramente particolari ed il panorama è veramente surreale.
Lungo la strada varie cascate catturano la nostra attenzione e
ci fermiamo spesso a far foto. Arriviamo a VIK, un piccolo centro,
ma nulla di particolarmente interessante, la oltrepassiamo e deviamo
per uno sterrato che porta dritti ad un punto panoramico da dove
si domina la spiaggia lavica e l'arco naturale, la strada che
conduce su non è magnifica quindi se decidete di salire
valutate bene se siete in grado di affrontare la salita. Dino
va avanti con disinvoltura, io con più calma lo seguo e
di tanto in tanto mi fermo a far foto ed ad ammirare il paesaggio.
Tutto è stupendo, ma ora tocca scendere, sicuramente la
salita non è stata facile, ma torniamo a valle senza problemi.
Dopo Vik, pioggia a tratti ci accompagna fino a SELFOSS. Ci fermiamo
a visitare la bella cascata SKOGAFOSS, molto pittoresca. Dopo
mezz'ora il circo riparte, Selfoss non offre niente perciò
proseguiamo verso PINGVELLIR, il primo parlamento al mondo! Qui
si riunivano i capi dei vari clan vichinghi per prendere le decisioni
più importanti. La lunga salita sotto il crinale roccioso
è di grande impatto, tanto più se si prova ad immaginare
di essere nei tempi passati. Ma arrivati alla meta, ci si sente
presi un po' per il culo. Tutta questa camminata per vedere uno
scarno museo, un parcheggio e dei cessi pubblici? Torniamo alle
moto e ci dirigiamo verso il campeggio, qui abbiamo una spiacevole
sorpresa, quella che fino ad ora era un brezza piacevole diventa
un vento tremendo che ci rende molto difficoltoso montare le tende,
mentre la mia tenda una volta fissati i picchetti regge abbastanza
bene, quella di Dino proprio non vuole saperne di star dritta,
ma si piega e si contorce in un modo impressionante. Sembra spalmata
al suolo, anche se la picchettiamo e la imbrigliamo in ogni modo
possibile. Purtroopo siamo costretti a cedere e decidiamo di andar
via, anche se abbiamo già pagato, altri 70km fin quasi
a ritornare a Selfoss. Troviamo la solita hitter, ma questa volta
in un maneggio. Siamo gli unici ospiti, gli altri sono tutti nel
residance di fianco alla reception, noi invece accanto alle stalle,
ma il posto è confortevole. Doccia veloce, per la cena
lo chef propone pasta e lenticchie, non male queste bustine! Il
vento soffia ancora potente, speriamo che domani si plachi.
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