| Giovedi'
26, VII giorno Questa
mattina mi sveglio abbastanza presto, sarà l'emozione,
oggi è il grande giorno, finalmente arriviamo in ISLANDA.
Vado subito sul ponte per verificare le condizioni meteo, ormai
dovrebbero mancare poco meno di 4 ore, ci siamo quasi! Mi siedo
al mio tavolino vista oceano, , il tempo è buono, un timido
sole sta tentando di aprirsi un varco tra le nuvole, vuoi vedere
che siamo fortunati? Ripenso al viaggio, alle raccomandazioni
del camperista norvegese riguardo alle piste interne, ma non ho
nessun dubbio, ho solo voglia di sbarcare e guidare e vedere ed
affrontare le benedette/maledette strade islandesi. Finalmente
si sbarca. Entriamo nelle stive e cominciamo a preparare le moto,
ridiamo vita al boxer e guadagnamo l'uscita, ...e luce fù!
Affrontiamo le rampe della nave con estrema prudenza, sono bagnate
e scivolose. Una cortese poliziotta mi appiccica un adesivo sul
parabrezza, ma al controllo successivo una giovane guardia doganale
comincia a dare i numeri dicendo che vuole assolutamente vedere
il mio passaporto e che con la sola carta d'identità non
è possibile entrare in Islanda, io replico di essere bene
informato e che non mi serve il passaporto, lui risentito mi ricorda
di essere lui il doganiere e non io. Mostra la mia carta ad un
suo superiore che con una scrollata di spalle evidentemente acconsente
a lasciarmi passare, ma mi viene detto di mettermi in coda più
avanti per eventuali altri controlli. Ma sulla sinistra c'è
un cancello aperto e cento metri di sterrato conducono verso la
libertà. Lo imbocco e così entro quasi da clandestino
in Islanda. Dirigiamo verso Egilsstadir, la strada comincia a
salire, il paesaggio è da mozzare il fiato la temperatura
è di 6° ma non soffriamo il freddo. Imbocchiamo la
Ring Road, ed affrontiamo la prima strada bianca, è molto
facile, se saranno tutte così non avrò nessun problema.
Proseguiamo fino ad arrivare all'incrocio con la 939, da una parte
la sicura N°1 un poco più lunga ma senza difficoltà,
dall'altra la 939, uno sterrato con pendenza del 17% che ci farà
risparmiare un bel po' di km. Dove si va? Neancha a dirlo: imbocchiamo
la 939, se il fondo è buono la pendenza non è un
grosso problema. Sono contento, è stata una saggia decisione,
la strada è bellissima, la più bella fatta sino
ad ora, poche le difficoltà, le foto ed i filmati si sprecano.
Ritorniamo sulla n°1 e ci dondoliamo tra le curve sino ad
HOFN. Sosta per la benzina, anche qui il distributore funziona
solo con carte di credito. Bisognerà fare pratica visto
che le istruzioni sono solo in islandese. Dopo qualche tentativo
capiamo il funzionamento, bisogna inserire la carta, digitare
il PIN e decidere subito quante corone spendere; ma io voglio
fare il pieno, quindi non posso sapere a priori quanti soldi ci
vorranno. Faccio un po' di calcoli e alla fine riusciamo a riempirci
a dovere i serbatoi. Gli sterrati fatti fin ora sono stati molto
facili ma ecco che arriva la prova del 9: uno strato di ghiaino
grosso, anzi pietre, profondo parecchi centimetri e lì
che aspetta di essere necessariamente affrontato. La moto va praticamente
per cazzi suoi, sembra avere uno snodo nel mezzo del telaio. Non
sono abituato a questo genere di fondi, lo affronto con la dovuta
prudenza, il manubrio sembra avere vita propria cerca di liberarsi
dalla mia presa, ma tengo duro e anche se ho rischiato seriamente
di cadere almeno un paio di volte, riesco ad uscirne incolume.
Le ruspe continuano a buttare altre pietre sul manto stradale
prelevandole direttamente dal fianco della montagna. La domanda
che sorge spontanea è “perche? Non sarebbe più
saggio lasciare il fondo in terra battuta piuttosto che renderlo
così insidioso?”, mah! Ora capisco perchè
da queste parti si vedono questi fuoristrada immensi con gomme
supermaggiorate gonfiate a bassa pressione. Comunque anche questa
è fatta, la prova è stata superata, la n°1 torna
ad essere asfaltata e noi corriamo veloci nella vallata. Alle
19.30 cerchiamo un campeggio dove passare la notte. Troviamo una
fattoria nelle vicinanze del ghiacciaio VATNAJOKULL e montiamo
le tende sul folto prato antistante (900 corone a testa). Fuori
della porta d'ingresso della casa c'è un cartello che avverte
di togliersi le scarpe prima di entrare, è la norma da
queste parti. Cena a base di risotto ai funghi e trippe alla parmigiana,
ce lo meritiamo, non mangiamo niente da ieri a cena. Durante la
preparazione della cena facciamo amicizia con un tedesco sulla
settantina che gira l'Islanda in bici da due settimane e gli offriamo
una delle nostre birre comprate al duty-free prima di sbarcare,
lui lo apprezza molto. Dopo cena una bella camminata nelle campagne
della fattoria è quello che ci vuole. Tutto prosegue bene,
domani faremo rotta verso Reykjavik, ma non so se ce la faremo,
i km sono tanti e le attrattive parecchie. Chiuso nel mio sacco
a pelo dormirò come un sasso, ma fuori è sempre
chiaro. |
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