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 Sabato 21, II giorno

Questa mattina mi sveglio presto, alle 06.00 ho già fatto la doccia e sono già tornato a dormire. Alle 07.30 colazione abbondante con caffè, affettati vari, uova sode e succo di arancia, carichiamo la moto e ci prepariamo a partire. Salutiamo con calorose strette di mano il padrone di casa, che non so come mai, è convinto che andiamo in Norvegia. Bè in parte è vero! Si riparte, sfrecciamo lungo le autostrade tedesche e miracolosamente riusciamo sempre ad evitare la pioggia. L'asfalto è bagnato, segno che ha piovuto da poco, ma le nuvole lasciano spazio a squarci si sereno sempre più ampi. Le soste sono brevi, le solite necessaria per i rifornimenti di carburante, proseguiamo spediti alla volta della Danimarca. Mentre la parte meridionale mi è molto piaciuta, la Germania settentrionale la trovo molto triste e monotona, l'autostrada poi... non vedo l'ora di uscirne. Finalmente lo spartitraffico sparisce e ci troviamo di colpo catapultati in una bellissima strada a due corsie. Mi sembra di essere tornato alla normalità, dopo tanti km di autostrada, proprio non ne potevo più! Sulla sinistra il mare, in realtà è l'oceano. È la prima volta che vedo l'Atlantico, e a dire il vero non mi sembra tanto diverso dal Mediterraneo, me lo aspettavo più possente ed impetuoso. Si cominciano a vedere i primi mulini a vento e le prime pale eoliche, che via via diventano sempre più numerose. Seguimo la strada, passiamo il ponte che ci porta fino all'isola di Fehmarn, e da qui traghettiamo verso quella di Lolland. Finisce così anche la Germania e comincia la Danimarca. Il traghetto costa 45€ per porsona e moto. Le navi sono molto frequenti, quasi una ogni 10 minuti. Ci imbarchiamo velocemente, accostiamo le moto lungo la parete della nave e le assicuriamo con le apposite cinghie in dotazione. La traversata dura circa 45 minuti, il sole splende e non c'è nemmeno una nuvola. Ne approfittiamo per rilassarci sul ponte della nave, detto sottovoce, ci starebbe bene anche una birra, ma con quello che costa!... e poi qui è meglio non bere quando si è alla guida, abbiamo ancora un bel po' di km da fare. Guidiamo con calma, cercando di rispettare il più possibile i limiti di velocità. La strada è dritta come una spada, la giornata è bellissima e posso godermi la magnifica campagna danese. Forse sarà la stanchezza che altera la percezione, ma da qui in poi i colori sembrano essere molto più vividi, come se qualcuno li avesse ritoccati con photoshop. I chilometri corrono piacevolmente sotto le mie ruote ed il GS mi sembra entusiasta della strade che stiamo percorrendo e borbotta regolare e allegro. Ne sono sempre più convinto: una grande moto, con tutto questo peso che si trascina dietro da migliaia di km, eppure va avanti che è una meraviglia! Quando tutto sembra perfetto ecco che arriva l'immancabile prima difficoltà: il primo rifornimento di benzina scandinavo. Sono in riserva, usciamo alla ricerca di un distributore e seguendo le indicazioni del GPS, non ho problemi a trovare una stazione di servizio. Fatto sta che qui le pompe funzionano solo con carta di credito, anche se c'è un negozio con regolare cassa, le pompe vanno utilizzate da soli inserendo la propria carta di credito. Dino non ci capisce niente, io neanche. Riesco a cambiare la lingua ed a impostare l'inglese, ma lo stesso niente, inserita la carta mi viene richiesto di inserire il Pin, ma il mio è a 5 cifre, mentre il terminale ne accetta solo a 4, come cazzo si farà a far benzina in Danimarca? Mah! Proviamo nel distributore situato sull'altra carreggiata. Qui le cose funzionano diversamente, si può pagare con la carta all'operatore alla cassa. Che culo! Altro pieno altra corsa, e via fino a Copenaghen. Alle 19.00 siamo in città e la percorriamo in lungo e in largo alla ricerca di una sistemazione per la notte. Di guest-house neanche l'ombra, solo hotel. Dopo aver girato per tante ore troviamo una strada piena di hotel da tre stelle in su, prezzo da 185€ a notte e nessun garage per la moto. Affanculo anche la sirenetta, ipotizziamo di arrivare fino a Malmo, ma è già tardi, cosi ci sembra più realistico tornare indietro di qualche km alla ricerca di un campeggio visto in precedenza. Il camping si chiama Absolm ed è a circa 9 km fuori. Sono le 21.40 e la reception è già chiusa da tempo. E adesso? Dopo qualche minuto ci si fa avanti un uomo, gli spiego che so che siamo in ritardo ma abbiamo bisogno di un posto per piazzare le nostre tende, anche perchè anche tutti gli altri camping a quest'ora sono chiusi. L'uomo ci fa entrare con un simpatico 'you're welcome' e ci spiega che possiamo regolarizzare la nostra posizione domani mattina. Perfetto, ci posizioniamo su un magnifico prato tagliato alla perfezione. Siamo stanchi morti, ma è tutto il giorno che non mettiamo niente nello stomaco. Di cucinare adesso proprio non se ne parla, così optiamo per un ottimo BigMac menù al MacDonald dall'altra parte della strada. Mangiamo in fretta e torniamo in campeggio, l'ambiente non ci piace molto è poi è pieno di disco-adolescenti imbrillantati. Dino crolla e va subito a letto, io resisto ancora un'oretta e scrivo queste poche righe. È mezzanotte e non è ancora del tutto buio, che sensazione strana! Non ce la faccio veramente più, mi si chiudono gli occhi, vado in tenda.

 

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