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 Lunedì 7, XVIII giorno

Non ho ancora recuperato pienamente le forze, ma oggi è l'ultimo giorno di vacanza, domani alle 06.00 si torna al lavoro, quindi bisogna muoversi. Tanto per cambiare piove, il cielo è nero e mi tocca smontare la tenda sotto la pioggia e riporla bagnata. Pazienza, non è la prima volta e suppongo che non sarà neanche l'ultima. Alle 10.00 arriva Dino e ripartimo direzione Italia. Visto il tempo inclemente decidiamo di passare dal Brennero, faremo qualche km in più, ma di sicuro arriveremo prima, ormai il viaggio è finito, voglio arrivare a casa il prima possibile. Pioggia anche sul Brennero, ma qualche km dopo Trento il sole comincia a picchiare, ci fermiamo a far benzina e tolgo anche l'ultima imbottitura, quella della giacca. Che caldo, sarà che non siamo più abituati, ma sudiamo come bestie. Pian piano arriviamo a Venezia, tra il caldo ed il traffico e i lavori in corso e i pedaggi, mi sfiora l'idea che tutto ciò non lo sopporto più, ...e se mi trasferissi in Islanda? A dire il vero questo pensiero mi ha accompagnato per molti km, chissà forse prima o poi...
Oramai manca solo una cinquantina di km per arrivare a casa, la strada è dritta e poco trafficata e i pensieri vanno al viaggio appena concluso, rivedo come piccoli flash i posti visitati e le persone incontrate, la pozza, il camminatore romano, il tedesco in panda, gli olandesi, il tedesco in bici, i danesi, il simpatico islandese, il camperista norvegese, ma anche i paesaggi le scogliere, la pista , le cascate. Tutte cose che resteranno perennemente impresse nella mia mente e come recita Eddy Vedder: “ogni volta torno sempre migliore di prima”.

 
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