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 Martedì 1 luglio, XII giorno


Bello il lago Myvtan, ma forse con un po' di sole sarebbe ancora più bello. Il termometro segna sempre 4°C. Facciamo colazione con il nostro abituale thè e questa mattina abbiamo anche una novità, il tipico pane cotto nei particolari forni geotermici. È un pane nero, dal sapore molto dolce, con un vago aroma di zolfo, ma non è male, specialmente se accompagnato con marmellata o nutella, ma va bene anche con il salmone. Oggi non ci spostiamo di molto, lasciamo il campo base sul lago e visitiamo le zone limitrofe. Giriamo a piedi intorno al lago, ma anche sé è un posto incantevole, il nostro intersse si esaurisce in pochi scatti fotografici. Procediamo con la visita del territorio dei Troll, si tratta di una vasta area formata da rocce laviche dalle forme bizzarre, ma la luce è poca e anche le fotografie non danno risultati apprezzabili. Oltrepassiamo la zona della piscina e guadagnamo la cima della collina, da questa parte soffia un vento tremendo che ci costringe a guidare stando inclinati su un lato. Visitiamo le solfatare dove si vedono ribollire varie pozze fangose miste a getti di vapore che fuoriescono prepotenti della terra calda. Tutto intorno il paesaggio è arido e colorato di varie sfumature di marrone. Facciamo una lunga passeggiata infastiditi solo dal forte vento che soffia incessante. Andiamo avanti sulla Ring Road fino ad arrivare al vulcano KRAFLA, dove è stata costruita una delle più grandi centrali geotermiche del paese. Da qui si dipartono una serie di lunghe tubazioni che convogliano il calore che sarà sfruttato per ricavarne energia, un po' brutte da vedere ma sicuramente utili ed efficaci. Parcheggiate le moto all'inizio di un percorso pedonale saliamo sul vulcano. A causa del vento gelido Dino preferisce tenere il casco ben ancorato sulla testa, tanta gente lo osserva stupefatta e data anche la location sembra di rivedere un remake di Megaloman. Comunque arriviamo in cima, il paesaggio è lunare, la lava raffreddandosi ha formato strani pinnacoli e crateri, il tutto è molto suggestivo. Il percorso è segnato solo da alcuni picchetti dalla punta gialla, nessuna recinzione o riparo, il visitatore è quasi lasciato libero di avventurarsi ovunque e vagare a suo piacimento, con l'unico limite di dover rispettare il luogo, anche perchè la lava tende a sbriciolarsi molto facilmente. Tutto naturalmente gratis, in Islanda non abbiamo mai dovuto pagare neanche una corona per visitare le varie attrazioni naturalistiche. Torniamo in centro al locale market per farci due panini per pranzo, li mangiamo ad in tavolo all'aperto giocando con dei simpatici gabbiani che non esitano ad avvicinarsi per rubare qualche pezzo si pane. Alle 17.00 comincia a piovere sul serio e la temperatura cala. Decidiamo di passare anche questo pomeriggio al caldo della piscina scoperta, tanto con questo tempo non c'è altro da fare. All'ingresso degli spogliatoi altro incontro fenomenale, guarda un pò chi si rivede, l'amica olandese: 'Ci rivediamo ancora?' gli rispondo che l'Islanda e piccola e che probabilmente ci rivedremo ancora una volta, parliamo per qualche minuto poi lei riprende il suo viaggio; ci lasciamo con la speranza di rivederci nuovamente altrove. Oggi anche l'acqua della piscina non sembra essere calda come al solito, così siamo tutti ammassati di fronte alle bocche di acqua bollente, ma alla fine si sta bene lo stesso. Tra bagni e saune tiriamo avanti fino alle 20.00. Usciamo e al bar ci gustiamo le solite due birre Viking. Ritorniamo al nostro alloggio ci prepariamo un liofilizzatissimo risotto all'indonesiana, e per secondo salmone affumicato. Lavati i piatti alla sorgente calda prorpio di fronte alla nostra baracca, ci chiudiamo nei sacchi a pelo.

 

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