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giorno
19.08.05
Risveglio
pacifico e tranquillo.
09.30 – partenza per Sparta. La strada che collega Ghitio
a Sparta è scorrevole e tranquilla, ma non molto entusiasmante,
tranne che per un senso di familiarità trasmessomi dalle
montagne sulla sinistra.
10.15 – arrivo a Sparta, cittadina alquanto anonima che
non svela il suo glorioso passato se non a pagamento e nascosto
dietro un muro. Decidiamo di proseguire ed andare oltre, a 6 km
c'è MISTRAS.
All'inizio del paese troviamo quelle che resta di una fiera di
asini e ci rammarichiamo di non essere stati li il giorno prima
sarebbe stata una bella esperienza.
Alzando lo sguardo il colpo d'occhio è fantastico: in alto
sulla collina c'è la vecchia Mistras. Parcheggiate le moto
sotto i fichi entriamo in questa cittadina magica e diroccata.
L'ingresso costa 5€. Da qui si gode un bel panorama sulla
pianura sottostante, immediatamente notiamo le numerose chiesette
bizantine, belle ma la maggior parte ancora in fase di restauro.
Visitiamo il museo e una antica chiesa. Tutto molto bello ma che
caldo!!!
13.00 – continuiamo la nostra passeggiata per le vie di
Mistras. Sole a picco siamo tutti stanchi e accaldati decidiamo
di tornare giù nei pressi del museo, lì c'è
una fontanella.
Il posto vale la visita ma conviene venerci nel tardo pomeriggio
quando il sole è un po' più clemente.
Riprendiamo la strada del ritorno, quando notiamo un' indicazione
che diceva 'tempio di apollo' giriamo ma del tempio non c'è
traccia, solo aranci.
14.30 – arrivo a Ghitio, tappa in un bar del centro per
dissetarci e un attimo dopo siamo già pronti per fare un
dei più bei giri di tutta la vacanza :il giro della penisola
del MANI (il dito di mezzo). La penisola è bellisima e
forse è la parte di Grecia più genuina che abbiamo
visto sino ad ora. Si viaggia sulle cime delle montagne a picco
sul mare, due curve e si è gia su un altopiano, e sempre
un susegursi di salite e discese, ogni curva sempre un nuovo paesaggio
e una nuova emozione.
18.00 – tappa strategica in un bar ristorante molto speciale
tra le montagne sul mare. Tutto il paese è completamente
costruito in pietra, il bar è costituito da una casetta
ad un solo piano con una grande griglia esterna, dove il padrone-cuoco-cameriere,
dall'aspetto simile a popeye, cucinava per l'unica coppia seduta
ai suoi tavoli una braciola di maiale, profumando in un modo incredibile
tutta la vallata. Purtroppo dobbiamo andare avanti e a malincuore
lasciamo questo posto veramente surreale.
Ritorno ad AEROPOLI, sostiamo per la prima volta degustando un
gelato azicchè birra o ouzo. Ritorno in campeggio a Ghitio,
docce e cena al ristorante del campeggio, dove l'ormai nostro
amico Petros ci sommerge di sardelle, giros di pollo e maiale,
insalate, tzaziki e altre delizie locali, visto che appezziamo
a fine cena ci offre anche 4 bottigliette di ouzo (totale 64€
per 4 persone), quamdo si dice ospitalità!!! La serata
continua al chiosco sempre a base di ouzo e malibù per
Monica; partita a calcetto anni '50, massimo relax!!! tiriamo
avanti con Petros fino alla chiusura 3.30 circa Petros ci illumina
riguardo al modo di vivere greco e di come lui ci si ritrovi,
tanto che da 21 anni non torna nella sua Germania. Prima di andare
a letto ci offre ancora un giro, credo che ci abbia preso in simpatia,
e la cosa e reciproca. Il giorno seguente purtroppo dobbiamo lasciare
questo paradiso e ci salutiamo con la promesse di tornare a trovarlo
se in futuro fossimo tornati nel Peloponneso.
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