agnulroad.net > viaggi > Garmish BMW Motorrad Day 2009

 

Sabato


Ho dormito bene sul mio lettone con 20 cuscini, alle 08.00 siamo già pronti per la colazione a base di affettati, formaggio, pane, burro, marmellate, caffè e succo d’arancia. La nostra padrone di casa ha sempre un bel sorriso e ci mette subito di buon umore. Ricarichiamo le moto e siamo pronti alla partenza, non prima però di esserci intrattenuti ancora qualche minuto con la nostra brava padrona di casa, ci avverte che ormai a Gerlos piove ogni giorno da 40 giorni, ci raccomanda di andare piano perché le strade sono bagnate e scivolose, e quasi si scusa per il tempo di merda che abbiamo trovato dalle sue parti. Alle 09.30 ultimi saluti e si riparte, l’obbiettivo è Garmish, dove contiamo di arrivare per ora di pranzo. Dopo aver lasciato Gerlos attraversiamo qualche banco di nebbia, ma una volta scesi a valle la visibilità torna buona, viaggiamo con calma, costeggiamo il lago di Achensee, quello di Sylvensteinsee e come previsto per ora di pranzo siamo a destinazione. Quest’anno il raduno è preso d’assalto da un’infinità di bmwisti, tanto che abbiamo difficoltà anche a trovare un posto per piazzare la tenda, al primo tentativo ci dicono che il campeggio è full, di provare nell’area successiva. Procediamo in prima con continui stop and go per adattarci all’andatura della colonna di moto in cui siamo incanalati. La mia lolita comincia a spazientirsi ed io con lei, Dino non ne parliamo proprio. Arriviamo al secondo campeggio, anche questo con una densità di popolazione che farebbe invidia alle favelas brasiliane, qui capiamo che a differenza degli altri anni, viene richiesto il pagamento di 7,50€. Comunque preferiamo allontanarci un poco dalla bolgia e ritorniamo al primo campeggio, questa volta senza passare dall’ingresso, ma lo aggrediamo dalle spalle. Qui l’aria è più vivibile, non si sta incollati l’un l’altro e questa è una gran bella cosa, paghiamo i 7,50€ a testa, ma poi ci chiediamo il perché visto che qui non c’è nessun servizio, non dico una doccia calda, ma almeno un cesso sporco si. Va bene lo stesso. Appena piantato l’ultimo picchetto comincia a piovere, oggi sarà un’alternanza di pioggia e sole, ma non ci scoraggiamo e ci catapultiamo nell’area del raduno. La prima cosa da fare è parcheggiarsi sotto un bel tendone e approfittare per bersi una bella birra accompagnata da un ‘taralluzzen’, aspettando che il temporale si plachi. Dopo una mezz’oretta rispunta il sole e siamo pronti a vagare tra i vari stand. Tante cose interessanti, anche se avrei preferito qualche attenzione in più rivolta al viaggio e ai viaggiatori che tra i Bmwisti certo non mancano, e non i soliti seppur interessanti pezzi di ricambio, accessori e trasformazioni. Comunque il pomeriggio passa veloce tra stand e dimostrazioni, intervallati da un temporale e l’altro. E’ quasi ora di cena ma il tendone dedicato alle cibatorie è pieno zeppo e non s trova posto neanche a pagarlo oro, decidiamo così di andare a mangiare alla baita di fronte agli impianti di risalita. Anche qui c’è molta gente ma riusciamo a condividere un tavolo al coperto con altre quattro persone. Io prendo la mia solita wienersnitzel, nel frattempo è anche finito l’ennesimo temporale. Usciamo per cedere il posto a qualche altro bisognoso e prima che ricominci a diluviare cerchiamo di guadagnarci un posto in piedi all’interno dell’affollato tendone, i concerti sono appena cominciati e l’euforia che assale tutti è incredibile. Scatto un po’ di foto e mi gusto la mia birra, subito un tedesco in preda ad un attacco di felicità estrema mi stringe la mano e comincia a parlare come se fossimo vecchi amici che non si vedono da decenni, quasi una carrambata. Io non capisco una parola, ma annuisco e lo lascio sfogare, solo a conversazione finita quando mi vengono rivolte delle domande confesso che non ho capito una mazza, il mio interlocutore non si scoraggia e ricominciamo la conversazione un inglese, ma un po’ per la musica alta un po’ per la birra bionda mi sembra che l’unica cosa certa sia che l’inglese del mio nuovo migliore amico sia peggiore del mio! Ci capiamo poco ma in compenso i brindisi e le strette di mano si sprecano. Vengo presentato a tutta la sua allegra combriccola, tutti simpatici e sempre pronti a far partire un brindisi a sorpresa. Dino si dimena come non mai, come tutti del resto, sono tutti in piedi su qualsiasi cosi sia più elevata del pavimento, chi sulle panche, chi sui tavoli, chi sulle transenne, ovunque gente che brinda e che balla, anche chi ormai non è più giovanissimo fa la sua porca figura. Festeggiamo finchè si può, cioè fino alla fine, poi i mi trattengo ancora una mezz’oretta per l’ultima birra e Dino si avvia verso la tenda, ma ci ritroveremo più tardi al buio di fianco alle nostre moto con un ultima birra in mano.

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