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BAVIERA
2010
Sembrerebbe
proprio che quest’anno la bella stagione non abbia proprio intenzione
di farsi vedere e dopo tutto la ruggine accumulata durante questa
piovosa primavera, la voglia di partire comincia a diventare irrefrenabile;
detto fatto, almeno un fine settimana ce lo meritiamo, o no? Si
va in Baviera, non troppo lontano e neanche troppo vicino, sembra
l’ideale per un lungo week-end. Questa volta niente tende e sacchi
a pelo, tanto lì di guest house se ne trovano a volontà.
I
GIORNO
Partenza
il venerdì, alle 09.30 con una calcolata oretta di ritardo siamo
già in strada. Rotta verso nord e autostrada fino a Tolmezzo,
ci arrampichiamo sul passo Mauria per scollinare in Cadore, costeggiamo
il lago di santa Caterina e facciamo la prima tappa per un caffè,
già che i siamo approfittiamo del vicino market per farci preparare
due bei paninazzi da divorare su qualche passo, compro anche qualche
striscetta di carne secca, sembra decisamente appetitosa. Si riparte,
sulla destra le tre cime di Lavaredo ci fanno da guida e di fronte
le prime montagne “serie”. Siamo proprio sulle Dolomiti, bellissime
con le loro cime aguzze, splendidi laghetti di montagna si alternano
creando degli scorci veramente fantastici e proprio di fronte
ad uno di questi laghi decidiamo di consumare i nostri bei panini,
due striscette di carne secca per me e una cioccolata per la signorina
Katarina. Bisogna andare avanti, non siamo neanche a metà strada
e allora subito in marcia.
Ce la prendiamo comoda, attraversiamo la val Badia, Brunico, Bressanone,
Vipiteno e poi su per il passo Giovo. Bellissimo, 2094 metri di
bellissime curve, ci fermiamo quasi in cima per qualche foto e
soprattutto per una birretta fresca, che da queste parti neanche
a dirlo si chiama Forst. Scendiamo con calma per ammirare i panorami
eccezionali, che ci si presentano di volta in volta. Proseguiamo
e imbocchiamo dritti dritti per una stradina stretta ma che dovrebbe
promettere bene, ed infatti più si sale e più si gode di panorami
mozzafiato, girin girello attraversando l’ultimo tunnel, così
buio che si guida sulla fiducia, dopo poche curve siamo sui 2509metri
del passo Rombo; qui è veramente uno spettacolo, siamo quasi in
luglio e c’è ancora la neve, l’aria è purissima, l’altezza la
si percepisce tutta e quindi non ci resta che fermarci per una
sosta purificatrice. A malincuore cominciamo la discesa dalla
parte austriaca, attraversiamo la pianura dove sono tutti impegnati
con la raccolta del fieno, risaliamo anche il Fernpass, Reutte
e dopo ancora un’oretta di strada, alle 19.30 siamo sul confine
tedesco. A pochi km c’è Fussen la nostra meta di oggi, la cittadina
sembra da subito molto accogliente, in stile medievale, decidiamo
subito che ci fermeremo qua per la notte. Cominciamo a cercare
qualche b&b, sono ben segnalati e non sarà difficile trovarne
uno, scartando quelli chiusi, quelli ‘che non ci ispirano’ e quelli
pieni ci imbattiamo nel B&B di Suzy, subito dopo di noi si
ferma una famiglia di olandesi, chiediamo il costo alla gentile
Suzy che molto gentilmente ci fa capire che non è propensa ad
avere ospiti per una sola notte e comunque il prezzo è di 140
euro. Io e Katarina non ci guardiamo neanche in faccia e cominciamo
a correre verso la moto, capita la situazione anche la tranquilla
famiglia olandese comincia a correre a gambe levate. Se questi
sono i prezzi… decidiamo di allontanarci dal centro per cercare
una sistemazione un po’ fuori mano. Appena usciti d’istinto prendo
una strada sulla destra che praticamente torna indietro e finalmente
un po’ di fortuna!! Avvistiamo l’hotel Kapuziner, (posizione
GPS N47 33.917 E10 42.110) provo a bussare, ci apre una
simpatica signora bionda, 33 euro a testa con super colazione
compresa, e il centro città dopo il ponte, parcheggio recintato
per Lolita; naturalmente accettiamo subito. La signora ci assegna
una delle due camere con balcone. Che meraviglia!!
Doccia veloce e alle 21.00 usciamo alla scoperta della bella Fussen.
Dalle bandiere e dai nomi dei locali si capisce subito che qua
gli italiani la fanno da padroni, passeggiando e fotografando
ci rendiamo conto che è ora di cena, proviamo in due ristoranti
tradizionali, ma sono le 21.30 e a quest’ora hanno già chiuso
le cucine. Vabbè andiamo avanti e dopo vari tentativi riusciamo
a sederci a tavola, ma nel menù c’è qualche cosa di strano, tra
le varie specialità locali troviamo anche cevapcici, raznici,
e pleskavica, tutti piatti della ex-yugoslavia. Le ragazze che
gestiscono il locale sono croate, dopo oltre 500km di tornanti
mi sembra di essere tornato al punto di partenza, così non ci
facciamo tentare dai buonissimi cevapcici e ci fiondiamo su wurstel-crauti
e delle buonissime patate, tutto innaffiato dall’ottima birra
bavarese, una Konig Ludwig. Facciamo ancora qualche giretto per
la città poi torniamo in albergo.
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