VIII
giorno
11.08.07 Kotor-Dubrovnik-Bari
Sono solo le sei ma sono già sveglio e il cielo minaccia
pioggia, così comincio a smontare la tenda prima che venga
giù il diluvio. Il viaggio per me è quasi giunto al
termine e inevitabilmente sono triste e sconsolato. Come disse qualcuno
'Ora tutto è compiuto'. Il vecchietto del campeggio ha rispettato
la promessa e alle 07.00 ho di nuovo il mio passaporto in tasca,
saluto i miei compagni di avventure che intanto si sono svegliati
e mi metto in strada facendo mentalmente un resoconto di tutto il
viaggio. Dopo soli pochi chilometri comincia a piovere e sono già
fermo per indossare la tuta antipioggia. Riparto sempre facendo
attenzione alla strada bagnata, con la mente ritorno a visualizzare
i posti attraversati, la gente incontrata per strada e addirittura
riesco a focalizzare i volti di quei bambini incontrati sulle montagne
tra Kossovo e Macedonia. I chilometri passano veloci sotto le mie
ruote e i ricordi di questi pochi giorni si alternano nella mia
mente e in men che non si dica sono già al confine momtenegrino.
L'ultimo visto d'uscita sul passaporto chiude anche questo prezioso
viaggio, per me la Croazia e roba da tutti i giorni.
Entro in Croazia e torna anche il sole, ma tengo sù lo stesso
la tuta per non fermarmi di nuovo o forse perchè mi tiene
ancora legato con l'immaginazione all'avventura appena conclusa.
A Dubrovnik ero già stato, così mi limito ad aspettare
in porto che arrivi il traghetto che mi porta a casa. Naturalmente
l'attesa è lunga e la nave in ulteriore ritardo a causa del
maltempo a largo della costa dalmata. Inganno l'attesa concentrandomi
e cercando di scrivere queste ultime righe seduto sulla banchina
e osservando questi turisti esigenti, che chiacchierano tra loro
lamentandosi per la cattiva esposizione della finestra del loro
hotel 4 stelle.
Ore 12.00, sbarco a Bari ho ancora circa 230 km per raggiungere
la casa dei miei genitori, che come ogni anno in agosto si aspettano
di rivedermi.