gnulroad.net > viaggi > balcani 2007
VI giorno
09.08.07 Sutomore-Ulcinj

Come si dice... 'il mattino ha l'oro in bocca' , si ma anche i cessi intasati. I campeggi da queste parti non credo siano rinomati per la pulizia. Bisognerà tornare alle care vecchie, fresche frasche. Dopo aver assolto hai bisogni corporali e ricaricate le moto siamo di nuovo pronti per partire. Oggi abbiamo una tappa facile non più di 50km di distanza, Ulcinj. Procediamo in direzione sud seguendo la E851, e noto che come tutte le strade costiere anche questa non fa eccezione: molto trafficata. Decidiamo di fare una piccola deviazione nell'interno per visitare l'antica città di Bar, in montenegrino Stari Bar. Saliamo così su una collinetta a circa 4 km dal mare “tutta tempestata” di ulivi secolari, molto belli e dal fusto talmente contorto e intricato da non capire se si tratti di un tronco unico o da più piante intrecciate tra loro. L'entrata nella città vecchia costa pochissimo circa 2 €. La città anitica fù abitata sino al 1872, quando a seguito della di liberazione dai turchi, fu gravemente danneggiata , tanto che si decise di ricostruirla più a valle sulla fascia costiera. Le sfighe non finirono poiché la vecchia città fu ulteriormente danneggiata dallo scoppio della polveriera posta al suo interno, e più di recente a causa del terremoto del 1979.
Non c'è molta gente così la visita procede spedita. La passeggiata si fa interessante e incontriamo anche una coppia di motociclisti croati che ci offre una delle loro lattine di birra. Il sole picchia forte terminiamo la visita per andar a bere qualcosa all'alimentari posto all'uscita del sito. Intanto intorno alle nostre moto si sono avvicinati due bambini sui sei anni. Alla nostra vista uno di loro si allontana intimorito, l'altro con prudenza osserva i tachimetri per vedere quale moto sia la più veloce. Parliamo un po' senza capirci, dopodichè lo prendo in braccio e lo siedo sulla mia moto. Che aria soddisfatta!!! L'amico croato ci fa da traduttore e ci spiega che il bambino vorrebbe che lo portassimo a fare un giro fino a casa sua, ma purtroppo non posso accontentarlo, e con immenso dispiacere gli devo dire di no. Rimontiamo in sella e proseguiamo per Ulcinj. Di campeggi nemmeno l'ombra così cerchiamo una camera, all'agenzia di informazione turistica ci dicono che per una notte sola è difficile trovare una sistemazione, nulla difatto, ma in compenso insegnamo quattro cazzate in italo-friulano alla commessa, che risate!!! Dopo esserci congedati optiamo come al solito per il fai da te. Niente da fare, sembre che non si riesca proprio a trovare nessuna sistemazione per la notte, ma mentre io e Diego parliamo con l'ennesimo affittacamere Dino fa il miracolo: contatta al volo un ragazzo in scooter per un alloggio e un posto sicuro per la moto. Il ragazzo ci invita a seguirlo per visionare la camera, stiamo uscendo abbastanza fuori dal centro ma ci assicura che manca poco. Imbocchiamo vicoli strettissimi fino ad arrivare in aperta campagna, un posto da cui si gode una vista stupenda sul golfo. Parliamo con la mamma e cerchiamo di convincerla ad affittarci l'appartamento per una sola notte. Dopo lunghe trattative riusciamo a persuaderla: al posto di 10€ a testa per un soggiorno di più giorni, gli diamo 40€ per una sola notte. Siamo molto fuori ma seguendo un sentiero che costeggia il mare ci si arriva in 15 minuti di passeggiata, unico problema, che di notte si cammina al buio, ma chi se ne frega. Le moto però dormono fuori, ci assicurano che non c'è alcun pericolo, sarà vero? Sembra un posto abbastanza tranquillo.
Diego e Dino si precipitano subito in spiaggia, una bella caletta a cui si accede dopo una miriade di scalini. Io mi trattengo in casa ancora un po', giusto per lavarmi i capelli che sono ormai veramente sporchi. Scendo gli scalini e vedo la caletta ma dei due nessuna traccia, 10 a 1 che sono in bar. Infatti. Cominciamo a bere un po' di buona e freschissima birra locale. Il sole picchia forte ed io sono indietro con le birre quindi mentre loro si spalmano sulle sdraio io mi spalmo sul bancone. Dopo un po' un tizio arriva e notando che sono straniero mi dice “I'm the boss” e mi fa portare via il boccale quasi vuoto. Cazzo vorrà mica cacciarmi via credendomi ubriaco? Che palle!!! Invece no, ordina subito ad uno degli inservienti di portarmi un boccale nuovo colmo fino all'orlo di una squisita birra ghiacciata. “that's from me”, però, alla faccia, non posso che rispondere “grazie!”. Mi chiede di dove siamo, e quando gli dico italiani attacca subito a cantare la canzone di Toto Cutugno 'lasciatemi cantare....' e in seguito anche dalle casse viene diffusa l'allegra melodia. Sicuramente mi ha fatto piacere ricevere un tale attenzione, però avrei preferito restare nell'anonimato, adesso tutti sanno che siamo turisti italiani! Ma è mai possibile che siamo conosciuti all'estero solo per pizza, spaghetti e come figli di Toto Cutugno??!? Finita la mia centoventesima birra decido di andare in avanscoperta per vedere dove conduce il sentiero e in quanto tempo si arriva in centro. Aveva ragione il nostro affittacamere, infatti non ci vuole poi molto. Vago per un po' per la parte alta della città dove trovo un simpatico baretto, allora: birra. Tra gli avventori c'è anche Mr. Diego, che si è rotto di prendere il sole, mentre Dino è ancora spalmato sulla sdraio. Finiamo il giretto e torniamo a casa per riposare un'oretta. Non è facile salire tutti quei cavolo di scalini, arriviamo su con il cuore in gola. Un riposino proprio ci voleva!!! Ormai è sera, è ora di andare a cena e di visitare la città. Ci rincamminiamo lungo il sentiero che porta in centro, la cittadina di notte è bellissima, specialmente vista dalla parte antica, dove ci sono una miriade di ristoranti. Decidiamo di mangiar pesce, e chi se ne frega. Mangiano come porci spendendo anche abbastanza, ma si vive una volta sola. Per digerire scendiamo alla parte bassa e noto come ancora una volta le differenze sociali siano evedenti. In alto i bei ristoranti e i bei locali con le luci soffuse frequentati solo da turisti e gente ben vestita, in basso invece la Ulcinj popolare, una moltitudine di luci profumi, le sale giochi, i fast food, e lo struscio serale. Per un po' ci soffermiamo a guardare quello che per noi è la cosa più strana del mondo: una specie di discoteca islamica. Ci sono uomini con i baffi e donne con foular legati sulla testa e tutti, a volte in coppia a volte riuniti in grandi girotondi ballano al ritmo di musiche orientali suonate da un'orchestrina di fiati e percussioni. Sarei entrato volentieri ma ho pensato di essere considerato un'intruso non gradito. Tornando verso il porto altra stranezza: seduti su di un muretto bassissimo a mò di panchina gigante, gruppi di uomini e ragazzi intenti a fumare ed ad osservare le signore avvolte nei foular che portano a spasso le figlie, poco più che adolescenti, in minigonne e tacchi a spillo; non me lo sarei mai immaginato nemmeno nelle mie fantasie più perverse. Forse le ragazzine sono già in età di marito, mi è sembrata una promozione in piena regola, e per di più si avverte fortissimo il contrasto tra le madri in burka e le figlie mezze nude.
Comunque per chi sa osservare, Ulcinj riserva grosse sorprese, sembra l'incrocio tra oriente e occidente. Si è fatto tardi domani si riparte così nella semi-oscurità del nostro sentiero, torniamo verso casa. Prima di andare a dormire mi godo la splendida vista che si ha dal terrazzino del nostro appartamento, rilassandomi e fumando un sigaro, e ripensando a tutto il viaggio e a come siamo ingiustamente prevenuti nei confronti di questa gente che vive proprio nella porta accanto alla nostra, sull'altra sponda dell'adriatico.

 

 

pag 1,2,3,4,5,6,7,8, >succ

agnulroad.net© - tutti i diritti riservati