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III giorno
06.08.07 Tetovo-Struga 120km

Risveglio allietato da scoregge prorompenti, con comodo verso le 09.00. Altro che sole piove ancora, governo ladro, cominciamo un pò a perdere di entusiasmo, tre giorni di cieli grigi è avvilente quando si viaggia in moto. Che palle! Non ne posso più. Colazione con succo, caffè e frittata. Ci facciamo coraggio, rimettiamo su di nuovo le tute antipioggia e si riparte: show must go on. Purtroppo l'unica strada raggionevole per uscire da Tetovo è l'autostrada, qua bisogna pagare sia in entrata che in uscita, ma perchè? Boh! Fortunatamente finisce dopo solo 20 km. Su e giù per i monti, piove a dirotto e la moto di Diego comincia a risentirne, infatti ogni tanto va a tre cilindri. Ci fermiamo su una piazzola per cercare qualcosa che secondo Diego avrei perso, così ne approfitto per una rigenerante cagata nel bosco, molto romantico. Arriviamo finalmente a Ohrid, piove ancora così cerchiamo posto in hotel ma nessuno sembra avere posto per le nostre moto, così decidiamo di provare in un paese vicino, circa 14 km, Struga, ribattezzato Sturgis. Qua troviamo un garage e una tripla. Ok! Sfortunatamente il garage non è al momento utilizzabile a causa delle donne che lo stanno utilizzando per stirare della biancheria, ma comunque lasciamo le moto sul retro dell'hotel nel solito 'posto sicuro' insieme al fuoristrada del titolare. Ci diamo una ripulita veloce e decidiamo di andare a visitare Ohrid in taxi. Appena fuori dall'Hotel patteggio con un ragazzo poco più che maggiorenne, che per portarci a Ohrid vuole 400 din/M (circa 6.50 euro). Poichè probabilmente con la sua licenza può solo esercitare nel comune di Struga, per andar fuori deve smontare l'insegna con la scritta taxi. Il nostro tassista si ferma subito nel primo distributore per comprare una barretta di cioccolato che mangia subito e delle sigarette che al suo ritorno in auto offre volentieri anche a me, molto gentile. Arrivati a Ohrid mi fa parlare al telefono con un suo amico che parla inglese per sapere dove vogliamo scendere, così ci porta in centro. La cittadina è bella e piena di vita, facciamo un giro... quanta gente, e quanta passera... Cousueta birrozza in un bar del centro molto bello e particolare prima di incamminarci per la stradina che conduce fuori città alla suggestiva chiesa di Ioan Cameo, molto bella a picco sul lago affacciata su un piccolo porticciolo di pescatori. Ma forse più importante della chiesetta e di sicuro interesse culturale è lo splendido bar con veranda incastonato tra la spiaggetta ghiaiosa e la parete rocciosa. Ci precipitiamo subito di corsa, e qui incontro un mio antico amore: l'OUZO greco, che meraviglia. Ne approfitto per bermene un paio di bicchieri mentre Diego e Dino assaporano, da veri friulani, due bottigliette di vino locale. Per tornare in centro ci facciamo dare un passaggio in barca da un pescatore che per 200 din/M (circa 3 euro) ci riaccompagna in porto a Ohrid.
Ceniamo in un semi-lussuoso e semi-tipico ristorante, consigliato dalla Lonely Planet, con grigliate miste e una tipica zuppa di trota; qui come in tutti i balcani la carne è davvero ottima, ma nel frattempo ouzo, e dopo, tanto per cambiare ouzo.
Altra passeggiata per le vie del centro, compro un gelato dal gelataio prestigiatore. E' tardi torniamo a Sturgis in taxi, stavolta con un taxi 'ufficiale', sempre 400 din/M concordati in anticipo.
Ma prima di salire in camera quattro cazzate al bancone del bar dell'albergo, accompagnate da altrettanti uozo. Il tipico liquore macedone simile all'ouzo, chiamato MASTIKA non si trova da nessuna parte. Toccherà andare avanti a ouzo.
La 'stanchezza' comincia a farsi sentire così salgo in camera e mi addormento vestito in due minuti: l'ouzo ha fatto il suo dovere. Diego da buon amico tenta di sfilarmi gli stivali, ma con il solo risultato di beccarsi un calcio nello stomaco (giuro, non avrei voluto!), così per vendetta mi fotografa durante il sonno con la fascia di mr. ouzo.
'Tutto va come deve andare o per lo meno dicono' recitava una canzone italiana non so di chi...

 

 


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