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giorno
04.08.07 Gorizia-Cacak 870 km
Ore 05.00 sveglia. Finalmente si parte, la moto è già
carica e scalpita per partire. Ore 05.30 paertenza, ritrovo in
autogrill a Monfalcone, ma come al solito mr. Diego è in
ritardo. partiamo così alle 06.30 con mezz'ora di ritardo
sulla tabella di marcia. Entriamo in Slovenia dal valico di Fernetti
e dritti in direzione Lubljana. Rifornimenti al volo e via di
corsa. In autogrill prima di Zagabria hanno cercato di fregare
un pò di euro a tutti e tre con la storia dei resti. Avanti
in direzione Belgrado.
Dimenticavo: tra Zagabria e Belgrado, un grosso esemplare di cicogno
maschio adulto, tenta il decollo al nostro passaggio. Io lo guardo
incuriosito e anzi lo segnalo agli altri che seguono. Alla vista
di Dino il cicogno va in stallo e dopo una virata stretta a 90°,
precipita sul gs di Dino che miracolosamente resta incolume, ma
l'animale ha la peggio e stramazza al suolo ostacolando le auto
che seguono e che cominciano a fare slalom per schivarlo. Povera
bestia! ...e pensare che le cicogne sono protette dalla LIPU e
anche dalla CEPU, ma a noi chi ci protegge? Morale: la cicogna
non è un animale molto intelligente (si ma a noi che cazzo
ce ne frega?).
Prima del confine serbo incontriamo una coppia di BMWisti su gs1200
in rotta verso la Turchia. Al rifornimento successivo, coppia
di marchigiani sempre su gs1200, diretti verso San Pietroburgo
ma senza visto per la Russia. Mah!
Il confine con la Serbia è molto pittoresco e il valico
molto affollato, poichè da qui passano anche quelli diretti
in Bulgaria, Romania, e verso l'est europa in generale. Qiu si
vede gente che trasporta di tutto e che bivacca volentieri lungo
il confine nell'incuranza generale delle guardie, che probabilmente
hanno ben altro da fare.
Sbagliamo strada ed entriamo a Belgrado: città sicuramente
da vedere, ma traspare un senso di degrado e desolazione, avrei
voluto fermarmi di più ma il tempo è tiranno.
Bisogna darsi una mossa mancano ancora 160km per Cacak. stiamo
viaggiando sotto la pioggia battente dal nostro ingresso in Serbia
e questi ultimi 160 cominciano a farsi sentire, anche perchè
la strada è molto trafficata e piena di curve che rendono
difficili i sorpassi, patience! Finalmente scorgo da lontano un
cartello stradale che in cirillico credo e/o spero voglia dire
"benvenuti a Cacak". Appena in periferia un disperato
avventore di un abar ci riconosce come biker disperati e ci indica
prontamente la strada che conduce al raduno. Notiamo che la sull'asfalto
ci sono disegnate delle anonime frecce bianche che ci indicano
la strada. All'ingresso ci schedano come Italiani e subito ci
offrono della Rakia da bere a collo da una bottiglia comunitaria
in plastica. Ok se non bevi si offendono e allora gluglguglu.
Parcheggiamo le moto e subito incuriositi sia dalle targhe che
dalle nostre cavalcature un gruppo di persone si fa avanti offrendoci
il benvenuto con un gran sorriso e un pò di rakia fatta
in casa. Da queste parti, credo che derivi dal rito ortodosso,
dopo aver bevuto e prima di far girare la bottiglia ci si fa un
veloce segno della croce. Tra i vari personaggi facciamo la conoscenza
di un ragazzo che seppur allegretto parlava discretamente l'italiano
e ci spiega che ha lavorato per anni a Perugia e che adesso importa
vecchie moto dall'Italia. Dopo averci offero più di una
birra ci presenta ad uno dei membri del motoclub che ci regala
le magliette del club e si attiva per trovarci un hotel per trascorrere
la notte. Finiamo le birre e andiamo in cerca dell'hotel: 64euro
per tre persone compreso un sicuro ricovero per le moto alle spalle
dell'hotel protette da una massiccia inferriata. Dopo esserci
sistemati torniamo al raduno e approfittiamo per cenare e bere
un paio di birre. Per cena due panini ottimi e gustosi: il primo
con una specie di hamburger chiamato plescavica e il secondo con
uno spiedino di carne sconosciuta, ottimi entrambi; costo costo:
meno di 2.50 euro a testa. God bless Serbian. A dir il vero pensavo
che i raduni in Serbia fossero molto più wild, invece,
almeno da questa esperienza, sono estremamente tranquilli, forse
anche più che in Italia.
Sono le 23.00 siamo stanchi e torniamo in hotel, parcheggiamo
le moto nel 'posto sicuro'...speriamo bene... e compriamo al vicino
distributore delle birre da bere in camera al grido di "birra
birra birra". Siamo tutti stanchi e a mala pene riesco a
scrivere queste poche righe. Per oggi le luci possono spegnersi
e il sipario può calare!

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